Politica e Sanità
05 Maggio 2014Importanti spostamenti di fascia per i medicinali decisi dall''Aifa in questi mesi. Accanto al delisting di 521 confezioni dalla fascia C con ricetta alla dispensazione senza obbligo di ricetta anche nelle parafarmacie, l’11 aprile importanti medicinali per la cura di malattie specialistiche sul territorio sono passati dalla fascia A a carico del servizio sanitario pubblico alla fascia C a carico dei pazienti. La riclassificazione - pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2014 – non tocca il regime di prescrivibilità di queste medicine ma modifica la concedibilità, il che comporta aggravi fino a 120 euro al mese per le tasche di alcuni utenti, soprattutto parkinsoniani. Così, mentre l''antiulcera Cimetidina di Teva e Ulis, prima a carico Ssn (quindi con ricetta mmg) raggiunge altri prodotti a base dello stesso principio tra i “senza obbligo di prescrizione”, la maggior parte dei medicinali in elenco –come Bamifillina cloridrato (nonché Bamifix e Briofil) per asma bronchiale e malattie polmonari, Metergolina Liserdol e Diidroergotamica mesilato (nonché Diidergot e Seglor) usati pure contro emicranie e cefalee vascolari- continueranno a richiedere ricetta medica, stavolta “bianca”: basterà anche solo quella dello specialista. Farmaci ancor più specialistici come Cabaser e Cabergolina (Actualene, Ratiopharm e Sandoz) nonché Pergolide (Neopar e Mylan generics) contro il Parkinson o i suoi sintomi continueranno a richiedere diagnosi e piano terapeutico specialistici. Fuori discussione infine farmaci somministrabili solo in ospedale come Dinoprostone e Prostin E2, per le complicazioni in gravidanza, e Temporfin Foscan per il trattamento palliativo del carcinoma a cellule squamose della testa e del collo.
Pur apprezzando la decisione dell’Aifa, «che rispecchia un grande lavoro di rivisitazione concettuale», Saffi Ettore Giustini, medico di famiglia e responsabile Area Farmaco Simg, sottolinea che «sottrarre certe specialità alla ricetta rossa Ssr, pur restando la ricetta “bianca”, vuol dire allontanarle dal livello di controllo rappresentato dal medico di famiglia. La valutazione di reazioni crociate con alimenti e altri farmaci, ad esempio, può diventare difficile se c’è poco dialogo tra mmg e specialista, specie se quest’ultimo è fuori dal Servizio sanitario pubblico. Per i farmaci che perdono l’obbligo di ricetta, poi, credo andrebbe sancito un passaggio propedeutico obbligato dal medico curante o almeno dallo specialista. Anche il farmacista dovrà chiedere al paziente se già assume il farmaco, da chi è stato prescritto, se ha avuto effetti collaterali, quali altre medicine prende: una telefonata al medico curante in genere è molto apprezzata. Un passaggio in meno dal Ssn è un controllo in meno, perciò tutte le decisioni di “delisting” richiedono uno sforzo di concertazione tra le categorie, in questo caso medici di famiglia e farmacisti».
Mauro Miserendino
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