Politica e Sanità
06 Maggio 2014Un milione di pezzi circa distribuiti direttamente da Asl e ospedali, solo a Rimini, e un’area vasta, di oltre un milione di abitanti, in cui vigono tre sistemi di distribuzione, da Ravenna, che spinge fortemente sulla Dpc, anche per quanto riguarda l’extra Pht, a Forlì-Cesena, con un mix tra i due sistemi. È questa la situazione denunciata da Daniele Raganato, presidente di Federfarma Rimini, all’indomani di un incontro con i nuovi dirigenti dell’area vasta per fare il punto sulle problematiche del territorio. Ma, nonostante tutto, la sensazione è positiva: «Siamo ottimisti» racconta Raganato, «abbiamo un referente con cui avviare il confronto e soprattutto c’è disponibilità all’ascolto: il problema è stato riconosciuto e c’è la volontà di risolverlo, anche se c’è la consapevolezza che è di non facile gestione». Per quanto riguarda l’amministrazione, dalla regione all’area vasta, «importanti sono i conti: l’eventuale armonizzazione della distribuzione non deve comportare costi aggiuntivi. Ma d’altra parte il nostro imperativo è che le farmacie non debbano perdere nulla. Già stiamo vivendo una situazione difficile, in cui il giro è diminuito». L’idea da parte pubblica è «quella dei vasi comunicanti, con trasferimento di prodotti tra i tre canali, in modo da ridurre l’impatto della diretta, e per compensare eventuali costi aggiuntivi si porterebbero farmaci dalla convenzionata alla Dpc, anche al di fuori del Pht. Per quanto mi riguarda, credo che anche la Dpc non sia un metodo che favorisce il servizio al paziente e per di più intravedo un pericolo di shock economico per le farmacie. E poi, in ogni caso, bisogna capire quale potrebbe essere il riconoscimento per le farmacie. Per quanto mi riguarda, la mia idea è che la base debba essere una media nazionale anche perché la Dpc implica lavoro aggiuntivo: alcune regioni, per esempio, si stanno accordando sui 6-7 euro, chi più, chi meno». Ma certamente «guardiamo con speranza alla nuova remunerazione che potrebbe portare uniformità a livello nazionale e speriamo che entro la fine dell’anno si arrivi a qualcosa». Ma intanto il lavoro non è solo a livello locale: «Siamo stati chiamati anche dalla Regione per affrontare la questione su tutto il territorio. La consapevolezza è che la distribuzione diretta, forte in tutta la regione, crea disagi, ai pazienti e anche alle farmacie. Tutto sta ora a trovare un modo che non implichi costi aggiuntivi».
Francesca Giani
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
28/12/2019
Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...
27/12/2019
La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...
27/12/2019
Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...
A cura di Lara Figini
27/12/2019
Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)