Politica e Sanità
23 Maggio 2014Paracetamolo, ibuprofene e diclofenac sono i farmaci più usati dagli italiani per trattare il dolore e al quarto posto della classifica si attesta il nimesulide, nonostante le evidenze scientifiche della sua epatotossicità. È questo il quadro emerso dal progetto "Niente male" promosso dalla fondazione Gigi Ghirotti, realizzato in collaborazione con Ordine dei Farmacisti e Federfarma Roma e presentato a Roma durante la conferenza stampa sulla "Giornata del Sollievo" che si è celebrata ieri. L'indagine ha coinvolto un campione di 2.000 pazienti afferenti a 150 farmacie della città e ha evidenziato che, se i primi tre farmaci più usati (paracetamolo, ibuprofene e diclofenac) coprono il 70% del campione il numesulide al quarto posto rappresenta un 20% dei consumi. Un dato non trascurabile e «anomalo», ha commentato Antonio Annetta, curatore la ricerca per la Fondazione: «La cifra è alta anche in considerazione del fatto che per il nimesulide c''è la ricetta singola non ripetibile. Diverse ricerche hanno confermato che il farmaco può essere tossico per il fegato, e ci sono delle alternative efficaci molto più sicure». Secondo l'indagine, inoltre, la farmacia «è il luogo principale al quale i pazienti si rivolgono per trovare sollievo al dolore: il 40% si cura con l''automedicazione, il 20% che si rivolge al medico di famiglia, un altro 20% allo specialista mentre un ultimo 20% chiede consiglio al farmacista». Ed è proprio dalle farmacie che arriva un messaggio di attenzione all'appropriatezza nell'uso degli antidolorifici: «La farmacia come servizio di prossimità è vicina alla gente soprattutto nei momenti difficili ed è impegnata ad andare incontro alle esigenze dei soggetti più fragili » ha dichiarato il presidente di Federfarma Annarosa Racca, annunciando l'adesione delle farmacie alla Giornata «L'intervento delle farmacie è particolarmente importante su questo fronte per favorire un uso corretto dei farmaci e per evitare che un utilizzo errato o addirittura un abuso di farmaci porti a una cronicizzazione del dolore e per evitare interazioni dannose. La prevenzione, in questo caso, ha un'importanza fondamentale e la farmacia è il presidio più appropriato per fornire consulenza e informazioni, in quanto ha una visione a 360 gradi del paziente e sa quali e quanti farmaci assume, sia con la ricetta medica che senza. Con l'attivazione dei nuovi strumenti informatici che sono in corso di definizione (come il fascicolo sanitario elettronico e il dossier farmaceutico) le farmacie potranno contribuire in modo ancora più efficace al monitoraggio dell'uso dei farmaci al controllo dell'andamento delle terapie, fornendo ai medici utili informazioni per calibrare al meglio le cure, garantendo migliori risultati terapeutici e riducendo gli sprechi».
Simona Zazzetta
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