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Politica e Sanità

27 Maggio 2014

Indagine Ue su circolazione professionisti: i farmacisti preferisocno la Svizzera


Da un’indagine sulla mobilità professionale delle professioni regolamentate, pubblicata dalla Commissione europea, emerge che i farmacisti sono poco inclini all’espatrio e, nel caso, preferiscono farlo per superare i confini svizzeri. Infatti dal 2000 sono stati 7.050 in totale i farmacisti europei che si sono stabiliti in un altro paese dell’unione: solo 398 erano francesi, 950 britannici, 900 tedeschi e altrettanti circa gli spagnoli e gli italiani. Però, malgrado gli sforzi fatti dall’Ue per favorire la libera circolazione dei professionisti, è la Svizzera in proporzione ad attrarre di più i farmacisti europei (226 francesi e 240 tedeschi, per esempio), un segnale di quanto ancora le diverse condizioni economiche, amministrative, culturali, possono facilitare o complicare arrivi e partenze. In numeri assoluti è il Regno Unito ad aver accolto più farmacisti stranieri: 600 spagnoli, 472 polacchi, 230 italiani e 186 rumeni, anche se ciò si spiega con il fatto che la Gran Bretagna forma meno professionisti sanitari rispetto agli altri paesi e tradizionalmente li importa dal resto d’Europa, mentre all’opposto quasi tutti i farmacisti britannici che si trasferiscono scelgono l’Irlanda. In effetti il rapporto stilato dalla Commissione registra numerose emigrazioni di vicinato, vale a dire che i farmacisti si spostano verso paesi culturalmente prossimi: gli svedesi in Norvegia, gli slovacchi in repubblica Ceca, i francesi in Belgio e Spagna. Analogamente belgi, italiani, spagnoli e tedeschi si muovono verso la Francia. L’indagine non distingue tra liberi professionisti o dipendenti, semplicemente traccia gli spostamenti dei professionisti sanitari iscritti a un ordine e, tra questi, in Europa sono i medici, gli infermieri e gli insegnanti delle scuole secondarie ad avere più probabilità di stabilirsi in un altro paese, mentre i farmacisti, forse anche in ragione del loro mestiere così interdipendente dal territorio, restano i professionisti più casalinghi. (E.L.)

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