Politica e Sanità
04 Giugno 2014La spesa farmaceutica convenzionata è scesa anche nel 2013 raggiungendo gli 8,6 miliardi, con una diminuzione del 3,4% e, mentre la territoriale risulta di poco superiore al tetto previsto, l’11,41 contro l’11,35% quella ospedaliera «continua a presentare andamenti ben superiori al tetto previsto». Questi alcuni dei dati emersi dal Rapporto 2014 sul coordinamento della finanza pubblica, presentato ieri a Roma dalla Corte dei conti. Sulla territoriale, si apprende dal documento, sono 8 le regioni che hanno superato il limite: «tutte quelle in Piano di rientro (ad eccezione del Piemonte) e le Marche (anche se in questo caso per importi limitati)». Secondo i giudici contabili, «nel complesso, anche se per importi più modesti del passato, si conferma in crescita anche nel 2013 la compartecipazione alla spesa a carico del cittadino: in media si tratta di un incremento del 2,1%, che porta il contributo richiesto all’11,1% della spesa territoriale». Sul fronte della farmaceutica ospedaliera, si apprende che sono solo tre le regioni che si mantengono sotto il 3,5%: la Valle d’Aosta, la Provincia di Trento e la Sicilia, «tutte le altre continuano a travalicare gli obiettivi attribuiti». I giudici, nel complesso parlano di una «consistente riduzione della spesa farmaceutica convenzionata» e la riconducono all’effetto combinato di diversi fattori: «La riduzione del prezzo medio dei farmaci, per effetto dell’inserimento nel prontuario di nuovi farmaci generici; l’implementazione dell’attività di monitoraggio del livello di appropriatezza delle prescrizioni terapeutiche; i risparmi originati dall’incremento dello sconto sul prezzo dei farmaci a carico di grossisti e farmacisti; la rideterminazione all’11,35% del tetto relativo alla farmaceutica territoriale, al netto degli importi corrisposti dal cittadino per l''acquisto di farmaci ad un prezzo diverso dal prezzo massimo di rimborso stabilito dall''Aifa, con attivazione del meccanismo del pay-back già previsto dalla normativa vigente in caso di superamento del predetto tetto; la crescita della quota di compartecipazione alla spesa a carico del cittadino, in relazione alle misure di compartecipazione adottate in talune regioni sottoposte ai piani di rientro e ai ticket sui farmaci vigenti anche in regioni non sottoposte ai piani di rientro. Il potenziamento della distribuzione diretta - soprattutto nelle regioni soggette a piano di rientro - ha determinato lo spostamento di quote di mercato dal canale convenzionale verso quello della distribuzione diretta, con il conseguente risparmio a vantaggio delle regioni, dato dalla minore remunerazione della filiera»
Simona Zazzetta
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