Politica e Sanità
05 Giugno 2014Una compartecipazione dei cittadini che tra il 2012 e il 2013 ha visto un aumento del +30% in Molise e del 26,3% in Basilicata, mentre segna una flessione a due cifre in Umbria (- 25,1%), Sicilia (- 24,7%), Toscana (- 18,7%) e Piemonte (- 12,3%). È questo un esempio dell’Italia che emerge dal Rapporto 2014 sul coordinamento della finanza pubblica, presentato a Roma dalla Corte dei conti, che ancora una volta si riconferma molto disomogenea. Per quanto riguarda i risultati complessivi, all’interno di una spesa farmaceutica territoriale che nel 2013 ha superato seppur di poco il tetto (11,41% contro il 11,35%), con 8 regioni che sono andate oltre il limite (quelle in Piano di rientro a eccezione del Piemonte e le Marche), la spesa territoriale al lordo del pay back ha registrato un incremento dello 0,7% e il Rapporto segnala tre regioni con i tassi di maggior rilievo: Calabria, con 4,6,%, Puglia con 3,2% e Campania con 2,8%. In questa situazione, continua il rapporto, «solo grazie al pay back, i cui importi nell’esercizio sono quasi raddoppiati rispetto allo scorso anno, si registra un seppur lieve calo della spesa (-0,4%)». Un calo che però nelle regioni segnalate non annulla l’aumento: la Calabria infatti totalizza un 3,5%, la Puglia 2,2% e la Campania 1,8%». Sul fronte del contributo che ricade sui cittadini, dove il rapporto ha messo in evidenza una compensazione tra calo delle entrate da compartecipazione (pari al - 2,7%) e l’aumento della quota di prezzo a carico del paziente per i farmaci con contributo pubblico definito dall’Aifa (+5,5%), l’andamento è molto variabile nelle regioni: «nel caso dei ticket, per esempio, a fronte di sensibili aumenti in Molise (+30%), Basilicata (+26,3%) e anche in Veneto (+6%) si verificano cali sostanziali in Piemonte (12,3%), Umbria (25,1%), Toscana (18,7%) e Sicilia (24,7%). Anche se va detto che in Toscana e Sicilia «il calo delle entrate da ticket è più che compensato dalla forte crescita delle quote sul prezzo di riferimento», pari a 13,4% nel primo caso e 35,7% nel secondo. A ogni modo, sul risultato complessivo incide, secondo il rapporto, anche la «sensibile crescita della spesa diretta» che a livello complessivo ha totalizzato un +6,3%. Ma andando ad analizzare le dinamiche regionali a emergere è che ci sono regioni in cui il valore si discosta di molto dalla media: per esempio Sardegna (30,4), Calabria (29,9), Trento (17,8), Piemonte (12,3), Puglia (11,4). Per quanto riguarda invece la spesa farmaceutica ospedaliera, che continua a presentare andamenti superiori al tetto, tanto che solo tre regioni si mantengono sotto il 3,5% (Valle d’Aosta, Provincia di Trento e Sicilia), viene messo in luce il forte aumento rispetto al 2012: nel complesso di oltre il 7,4%, ma interessanti anche in questo caso le dinamiche regionali: aumenti a due cifre per Friuli (12,7), Toscana (11,7), Abruzzo (18,7), Molise (12,6) e Campania (16). Forti aumenti, superiori al 5%, anche per Puglia, Friuli e in Toscana. Segno meno invece per Trento (-8,7), Marche (-4,3), Basilicata (-1,2).
Francesca Giani
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