Farmacia come impresa, contro la crisi cambiare mentalità
Fare impresa in farmacia è davvero difficile? No, ma presuppone nel titolare un radicale cambiamento di mentalità. La sollecitazione arriva dal secondo Osservatorio Th. Kohl, tenutosi a Verona sul tema "Comunicare i valori della farmacia". Franco Falorni, commercialista e docente al dipartimento di Farmacia dell'Università di Pisa, ricorda che nel 2013 sono state 173 le farmacie fallite o che hanno avviato le procedure di concordato preventivo (da sottrarre al numero complessivo qualche parafarmacia) e che il 25% di quelle oggi aperte sono alle prese con problemi finanziari più o meno accentuati. Ciò nonostante, in base a recenti valutazioni di Bnl sul settore, il mondo della farmacia resta tra i meno soggetti al rischio fallimento, se paragonati ad altri ambiti produttivi che cercano sostegno nel credito bancario. Che fare allora? «Innanzitutto non fidarsi troppo dell'istinto nella gestione della propria attività», suggerisce Nicola Posa, senior partner di Shackleton Consulting, «l'apporto di un consulente può essere utile ma prima ancora il titolare deve sentire il polso della sua clientela, cercare di capire perché un'iniziativa promossa in farmacia è andata bene e un'altra invece non ha dato i risultati sperati». E poi mettere da parte ogni pudore: guardare cosa fa la concorrenza, ovvero che cosa fanno le altre farmacie, che politiche commerciali conducono. Ispirarsi ai modelli più classici del retail (Gdo, catene di abbigliamento o di elettronica) non è peccato, anzi induce a migliorarsi giorno per giorno. Per esempio nella rotazione, accorta e frequente, degli articoli in esposizione o nel puntare con convinzione sulle fidelity card, strumento ampiamente sottoutilizzato in farmacia. Vola alto Simonetta Carbonaro, esperta di psicologia del consumo con cattedra in Svezia e ampia conoscenza dei trend internazionali: i nuovi paradigmi del consumo devono essere familiari anche al farmacista, a partire dal luogo dove si opera (la farmacia, appunto), che si deve distinguere per unicità, trasmettere un'identità ben precisa. La relazione con il cliente? Non può che migliorare.
Giuseppe Tandoi
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