Nutraceutica Forum, in mercato in crescita continua farmacista implementi ruolo
Un settore, quello dei nutraceutici, che mostra una continua crescita, sia a valori (+7,6%) sia a volumi (+5,7%), in cui l'utente si caratterizza per essere molto attivo nella ricerca di informazioni, e che vede la necessità per gli operatori sanitari, in primo luogo farmacisti e medici, di rafforzare sempre di più il loro ruolo. È questo uno dei messaggi emersi dal Nutraceutica Forum II, organizzato da IMS Health, che si è tenuto ieri a Milano. «Il mercato della nutraceutica» spiega Sergio Liberatore, General Manager Ims Health, «risulta essere un traino per l'intero comparto farmaceutico e continua a segnare una crescita: analizzando i dati degli ultimi tre anni, il numero di pezzi venduti, che nel 2012 era oltre 147 milioni, arriva nel 2014 a toccare quota 161 milioni, registrando un incremento del 4,9%. Stesso trend se si considera il risultato a valori, che passa dai 2 milioni di euro di fatturato del 2012 ai 2,3 milioni nel 2014. Mentre solo nell'ultimo anno la crescita a valori è stata del +7,6% rispetto all'anno scorso e a volumi del +5,7%». La farmacia rimane il canale d'eccellenza, «con una quota, nel 2014, del 90% a valore (contro un 8% della parafarmacia e un 2% della Gdo) e dell'88% a volumi (contro il 9% della parafarmacia e il 3% della Gdo)». Sul fronte della tipologia di prodotto, a trainare la classifica sono gli integratori legati all'apparato digerente-intestinale, che rappresentano il 27% delle vendite totali e superano i 42 milioni di pezzi venduti. Al secondo posto si collocano Vitamine, minerali e integratori (22% e 34 milioni di unità), seguiti da prodotti per Tosse, raffreddore, apparato respiratorio (9%) e Apparato circolatorio (7%). Dati che, sottolinea ancora Liberatore, «mettono in primo piano la necessità e l'impegno di farmacisti e medici verso una presa di coscienza del loro ruolo importante nel counseling». «La responsabilità del farmacista nella gestione dell'integratore» è l'intervento di Attilio Marcantonio, vice presidente di Federfarma Lombardia «non è diversa da quella riferibile alla gestione dell'etico, a cambiare è piuttosto l'approccio all'utente, che entra in farmacia spinto non solo dall'insorgere di una patologia ma anche con l'intenzione di fare prevenzione e con la richiesta di un benessere più complessivo. L'impegno e i doveri del farmacista rimangono però gli stessi: come fa con l'etico, anche in questo settore il farmacista deve prestare attenzione ai dosaggi, alle interazioni, al counselling, deve ascoltare e relazionarsi al paziente, e dare grande importanza alla formazione e all'informazione». Con la consapevolezza che si trova di fronte a un «utente di livello culturale medio alto, attento a stili di vita e alimentazione, e che spesso, prima di rivolgersi agli operatori sanitari, ha cercato informazioni sul web o su Forum e blog».
Francesca Giani
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