Calo spesa farmaceutica, Sassi (Ocse): bene i conti ma rischi per innovazione
Il calo della spesa farmaceutica, ridottasi di un quarto dal 2006, ha contribuito in modo importante al contenimento della spesa sanitaria, ma se questo di confermasse come strategia a lungo termine con cui affrontare la crisi, l'impatto sul comporta e sull'innovazione comporterebbe una perdita di efficacia dell'assistenza farmaceutica. È quanto ha dichiarato, a Farmacista33, Franco Sassi senior health economist dell'Ocse commentando i dati di spesa sanitaria italiani contenuti nel documento Health statistics 2014 dell'Oecd. «Il calo di spesa farmaceutica ha dato il contributo maggiore alla riduzione della spesa sanitaria» ha affermato «Il 2006 è stato l'ultimo anno in cui la spesa ha registrato un incremento. Poi c'è stato un calo progressivo e costante che ha comportato un riduzione di un quarto della spesa farmaceutica totale con punte del -6% nel 2012, e di un terzo di quella territoriale, con punte di -10% nel 2011 e nel 2012». Le ragioni, spiega Sassi «vanno ricercate nel lavoro che si è fatto sui prezzi e sui margini nella filiera ma anche sullo spostamento di quote di mercato verso i farmaci generici, operazione che in Italia ha avuto un successo più contenuto rispetto ad altri paesi europei. Mancano ancora interventi sulla domanda anche se è in atto un controllo sui comportamenti prescrittivi». Ma questa strategia rischia di avere un effetto boomerang sul settore farmaceutico, «soprattutto se adottata come soluzione a lungo termine». E chiarisce: «Tutti i paesi stanno rispondendo alla crisi con tagli a quelle spese considerate più facili da attaccare, e il settore farmaceutico si presta a questo tipo di soluzione con efficacia nel breve termine. Ma in tutto il mondo è noto il problema dei costi, ormai alle stelle, della Ricerca e sviluppo, dunque se questa soluzione dovesse diventare una strategia a lungo termine, come sembra che sia già accadendo, si perderà innovazione, diminuiranno le opportunità di migliorare la salute e si perderà efficacia nell'assistenza farmaceutica». Il trend, in effetti, stando ai dati si direbbe confermato: sulla base di stime preliminari, il calo la spesa sanitaria ha continuato anche nel 2013 a un tasso pari a -3% in termini reali.
Simona Zazzetta
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