Presa in carico pazienti in Tao, il bilancio francese del primo anno
In Francia non smette di far discutere l'accompagnamento farmaceutico dei pazienti in terapia cronica con antagonisti della vitamina K (anticoagulanti orali-Tao) a un anno dalla sua introduzione. Il servizio offerto in farmacia, che prevede l'esecuzione di una intervista sui farmaci con il paziente, è decollato lentamente facendo emergere la necessità di acquisire nuove competenze e sviluppare modelli organizzativi, per poter davvero realizzare una presa in carico soddisfacente e condivisa con il paziente. Diverse le difficoltà critiche lamentate dai farmacisti. Lo spazio riservato, per esempio, è necessario ma spesso assente; talvolta previsto nei progetti, viene poi puntualmente sostituito dall'ufficio del titolare. Una superficie ridotta dei locali della farmacia resta un ostacolo in tal senso. Il fattore tempo poi: difficile stimare il numero di pazienti interessati, anche se ripartire le interviste su un arco di tempo di sei mesi permette di farsi almeno un'idea del tempo necessario. Anche la durata dei colloqui è oggetto di rimostranze, bisognerebbe fissare un termine accettabile, di 20-30 minuti, e comunicarlo subito al paziente ai primi convenevoli, così essere agevolati nel rispettarlo. Nulla vieta poi di affrontare temi e questioni in sospeso nel corso del secondo appuntamento. Per contro il requisito burocratico-normativo che prevede iscrizione, connessione e login via ameli.fr non desta particolari obiezioni, una volta fatto un minimo di pratica risulta di semplice esecuzione. Mentre a proposito di nuove competenze due sono le insidie che mettono alla prova il farmacista: ottenere l'indispensabile consenso del paziente e condurre la conversazione. Si consiglia di iniziare con l'esposizione di dati pratici e semplici per destare l'interesse, specificando per esempio che il colloquio sarà privato, la sua durata e assicurandone la riservatezza. Per facilitare la gestione dell'intervista sembra utile l'apprendimento di principi di comunicazione, lavoro comportamentale, tecniche d'ascolto e di discussione. Alla fine del primo incontro si consiglia di consegnare al paziente un depliant esplicativo, per supportare l'aderenza e come punto di partenza per l'incontro successivo. Infine il livello di remunerazione di 40 euro è un motivo di scontento, professionale più che commerciale perché considerato irrisorio e quindi squalificante. In definitiva emerge sicuramente la necessità di attrezzarsi dal punto di vista organizzativo e con una formazione specifica, prima di cimentarsi nel successivo servizio che riguarda la presa in carico di asmatici cronici. (E.L.)
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