Farexpress: il nostro servizio è a norma di legge, da Federfarma sempre lo stesso copione
Perché Federfarma ogni volta che viene lanciato un nuovo servizio da parte di FarExpress pone problematiche legali? A sottolinearlo, dopo l'articolo di Farmacista33 sullo "sbarco" a Varese del servizio di recapito domiciliare dei farmaci e sulla successiva decisione dell'associazione dei titolari locali di dare mandato ai legali per occuparsi del caso, è il presidente nazionale di FarExpress Alessandro Basso. «Ogni volta è la stessa storia» premette Basso «una nuova iniziativa viene lanciata e il problema di Federfarma è quello di verificare la legittimità. Forse se ci fosse più comunicazione tra la struttura nazionale e quelle locali il problema non ci sarebbe». Ciò premesso per il presidente di FarExpress è fondamentale ribadire i principi fondanti dell'attività del gruppo, con particolare riferimento alla possibilità, evocata dal legale incaricato da Federfarma Varese Stefano Ribolzi di coinvolgere l'antitrust per la mancata salvaguardia della libertà di scelta del cliente. Tra i principi fondamentali della nostra attività» sottolinea «c'è la delega obbligatoria, qualora la persona che riceve il farmaco sia diversa dall'intestatario dell'autorizzazione, in più per quel che riguarda l'aspetto della libera scelta, sul contratto l'utente deve dichiarare quale sia la farmacia presso la quale ritirare il farmaco, indicandone anche più di una eventualmente. Venisse meno questa dichiarazione il servizio non viene effettuato». Quanto al servizio analogo attivato dai titolari di farmacia a Varese, il presidente di FarExpress evidenzia come ben difficilmente si possa trattare della stessa cosa, per una ragione in particolare «il farmacista è impossibilitato per legge a ritirare la ricetta dal medico di famiglia». Basso mette in evidenza la difficoltà a instaurare una collaborazione con i titolari di farmacia. «Ogni volta che ci proviamo ci viene chiusa la porta in faccia. Nel caso specifico di Varese avevamo chiesto un appuntamento proprio per spiegare i principi cardine della nostra azione. Ma non ci è stata data questa opportunità». La collaborazione, invece, secondo il presidente di FarExpress potrebbe essere importante. «Nell'ottica della crisi le sinergie possono essere di beneficio a tutti gli attori coinvolti. Noi non siamo farmacisti ne vogliamo sostituirci ma offriamo un servizio che, contrariamente a quello che teme Federfarma, potrebbe rimettere la farmacia al centro della vita quotidiana dell'utente, che viene fidelizzato con la possibilità di attivare una serie di ulteriori servizi di welfare. Noi, infatti» aggiunge «non siamo solo consegna a domicilio di farmaci, ma rappresentiamo un mondo ben più articolato e complesso». Ma perché Federfarma manifesta così tanta ostilità? Per Basso le possibilità sono due «da una parte c'è il timore di un possibile abbassamento dei fatturati e poi quello che si possa avvantaggiare qualche farmacia a danno di altre, ma proprio per questo» conclude «sarebbe opportuno stipulare un protocollo d'intesa».
Marco Malagutti
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