Conasfa, applicare normativa per turn over e carriera farmacisti
Le opportunità ci sono ma nella realtà oggi i farmacisti collaboratori più meritevoli hanno pochissime possibilità di carriera e di accesso alla titolarità di una sede farmaceutica. A lanciare l'allarme il Conasfa che in una nota ripercorre le possibilità normative - «lettera morta» - tra concorso straordinario e cessione della direzione. «La possibilità di un'apertura alla titolarità ai farmacisti non titolari con il Concorso Straordinario è oggi di fatto bloccata dallo stesso sistema che avrebbe dovuto provvedere a una rapida assegnazione delle sedi. Comprendiamo il tentativo di uniformare, dove possibile, i criteri di valutazione delle varie commissioni e ridurre i rischi di ricorsi, ma è altresì impensabile giustificare attese bibliche per queste procedure. Purtroppo il rispetto della norma (Decreto Salva Italia) per il commissariamento delle Regioni inadempienti è, di fatto, lettera morta». Poi c'è «l'obbligo (Decreto Cresci Italia) della cessione della direzione della farmacia al raggiungimento del requisito dell'età pensionabile, che ha il compito di ringiovanire i quadri dirigenziali dove possibile e permettere un minimo di carriera professionale almeno per un esiguo numero di farmacisti. Conasfa ha proposto la nomina di un direttore al raggiungimento dell'età pensionabile del titolare per attivare il ricambio generazionale, riconoscere maggiormente la meritocrazia e aumentare le possibilità di occupazione e di nuovi investimenti nel settore, grazie al contributo di nuove risorse umane e professionali». D'altra parte, «sollevare un collega dalla direzione della farmacia al raggiungimento dell'età pensionabile non vuole essere discriminatorio verso qualcuno che va in pensione, ma vuole affermare un concetto oramai assodato nell'attuale mondo professionale e lavorativo». La conseguenza di questa situazione è anche «la mancanza di un adeguato turn over nella direzione e titolarità delle farmacie, in alcuni casi a discapito della qualità del servizio erogato». Ma, conclude Conasfa, «siamo fiduciosi che norme chiare e rispettate siano oramai un sentire comune per una società moderna».
Francesca Giani
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