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Politica e Sanità

18 Luglio 2014

Piemonte, anche cefalee presto tra i progetti di pharmaceutical care


Non solo sono stati acquisiti risultati finora assenti in letteratura sulle cefalee, ma il progetto rappresenta un elemento in più per dimostrare l'importanza della farmacia nella rilevazione di dati epidemiologici attraverso studi osservazionali, che permettono di intercettare anche quei cittadini inconsapevoli di avere una determinata patologia e che quindi non vanno dal medico. Sono questi alcuni dei risultati emersi dal progetto Cefalee - condotto nelle farmacie del Piemonte e nato dalla collaborazione scientifica tra l'Ordine dei Farmacisti di Torino e il Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco dell'Università di Torino con la Fondazione Italiana Cefalee (F.I.CEF. onlus) e l'Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee (ANIRCEF) - che presto verrà inserito all'interno dei progetti interateneo di Pharmaceutical Care già attivi in Regione. «Il progetto ha visto la somministrazione di un questionario sull'uso di medicinali dispensati dal farmacista al paziente emicranico» spiega Paola Brusa, docente presso il Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco dell'università di Torino e tra i coordinatori del progetto. «Il test è basato su cinque domande ed è in grado di identificare con elevata probabilità i pazienti emicranici. Tra dicembre 2012 e marzo 2013 sono stati distribuiti presso le farmacie di comunità di 5 province piemontesi 9100 questionari di cui 3065 sono stati compilati correttamente dai farmacisti coinvolti e restituiti per l'analisi dei dati. L'aspetto importante è che grazie ai farmacisti è stato possibile acquisire risultati finora assenti in letteratura che hanno messo in luce come il ruolo del farmacista sia fondamentale quale primo e a volte unico anello di riferimento nella catena sanitaria che deve portare un soggetto emicranico a una corretta diagnosi e terapia. Sono molti i cittadini che sono convinti di essere sani che invece hanno in corso una qualche patologia. Si tratta di persone che quindi non vanno dal medico e che per altro non possono essere intercettate negli studi osservazionali che normalmente da qui partono. Al contrario, la farmacia è in grado di intercettarli e di conseguenza di orientarli verso il modo più corretto di cura, che può essere andare dal medico di famiglia o dallo specialista o altro». Da qui l'importanza di queste iniziative e la decisione di sviluppare ulteriormente il progetto «in modo da inserire anche questa patologia tra quelle trattate all'interno del più articolato progetto Interateneo Farmacia di comunità. Prossimo step sarà quindi quello di far partire la formazione, di modo che i farmacisti abbiamo una preparazione univoca, sulla base di quanto emerso, che ha messo in evidenza che cosa è importante che i farmacisti sappiano». Tra i risultati, «è emerso infatti che il 34,3% di chi dice di «avere mal di testa» non è emicranico, il 60,9% dei probabili emicranici assume Fans, mentre il 43,0% degli emicranici certi assume triptani. Poi il 39,1 % dei probabili emicranici non si rivolge a nessuno, mentre il 27,4 % degli emicranici certi si rivolge al centro cefalee e il 20% «fa da sé».

Francesca Giani

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