Segnalazioni di carenze di farmaci, calati i casi ma aumentata la burocrazia
Farmaci che sono sottodimensionati rispetto al fabbisogno, ma che rispetto a un anno fa non sono più totalmente assenti, con un fenomeno che forse si è leggermente ridimensionato. Un lavoro necessario, che i farmacisti fanno nella consapevolezza che da lì passa la risoluzione del problema, ma che in certi casi può rappresentare un aggravio di tempo per farmacie già oberate. Sono alcune delle impressioni che emergono a proposito delle segnalazioni che i farmacisti sono tenuti a fare alla Regione o alle proprie associazioni in caso di carenze di specialità medicinali dal ciclo distributivo intermedio che arrivano rispettivamente da Dario Pandolfi, consigliere di Federfarma Salerno, che segue la questione, e da Antonino Annetta, vicepresidente di Federfarma Roma. Da Salerno arriva un primo punto su un'attività «di denuncia e contrasto del fenomeno della carenza di farmaci avviata già dal gennaio 2013, con la costituzione di una commissione e soprattutto, in maniera antesignana rispetto all'obbligo sancito dalla normativa, con le segnalazioni della Regione. Sono ormai tre o quattro volte che abbiamo inviato dati al Settore Farmaceutico della Campania: in sostanza mandiamo alle farmacie un questionario che ci viene restituito. L'ultimo è quello inviato dopo l'entrata in vigore dell'obbligatorietà, nel quale abbiamo inserito anche l'indicazione, come previsto dalla legge, del distributore intermedio - prima veniva segnalato solo il farmaco - e nel giro di poco tempo, da circa fine giugno, ci hanno risposto il 10% dei nostri iscritti». Resta da capire che impatto ha avuto sulle segnalazioni la legge: «In realtà sono diminuite - in precedenza abbiamo avuto anche punte del 40% - ma bisogna considerare che Salerno è una provincia che vive molto sul turismo. Tra personale in ferie e picchi di attività credo che il tempo per rispondere al questionario si sia gioco forza dilatato e probabilmente altre risposte arriveranno più avanti. Ma c'è anche da dire che rispetto a un anno fa, dalle prime elaborazioni che abbiamo fatto sui primi dati, il fenomeno sembrerebbe leggermente limitato: se prima si trattava di farmaci totalmente assenti adesso si tratta effettivamente di carenze, di farmaci presenti in farmacia in misura molto inferiore al fabbisogno». Anche in Lazio, altra zona che ha denunciato più volte in passato il fenomeno, le segnalazioni sono «tantissime, diverse decine» spiega Annetta «e continuiamo a riceverne. Non rileviamo particolari problemi da parte delle farmacie a fare le segnalazioni, anche perché tutti sono consapevoli della gravità del problema e che la soluzione può passare da questo step. Al massimo, si può dire che in certi casi, soprattutto se reiterate, possono rappresentare un ulteriore aggravio in termini di tempo anche perché le farmacie sono già oberate di tante incombenze burocratiche e può succedere che ci siano farmacie più lente o farmacie più sollecite. Ma tutte hanno capito l'importanza di questo obbligo».
Francesca Giani
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