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Politica e Sanità

05 Settembre 2014

Ricetta elettronica, tra luci e ombre il sistema è avviato in 5 regioni


«Nella dematerializzazione delle ricette, oltre agli aumenti di costo (software, toner, carta) ci sono irrisolte criticità che il medico di famiglia rischia di esser lasciato solo a risolvere». A lanciare l'allarme è Paolo Misericordia, responsabile del Centro Studi Fimmg, all'indomani dell'annuncio del Veneto, dove da questo mese i 3.320 mmg non rilasceranno più la ricetta ai pazienti ma un promemoria stampato su carta bianca (metà di un foglio A4) da consegnare al farmacista per ricevere le medicine. Un allarme, però, non raccolto dai farmacisti che per voce di Gianni Petrosillo, amministratore delegato di Promofarma, che per conto di Federfarma si occupa di monitorare il passaggio della ricetta medica dal cartaceo all'elettronico, sottolinea come si tratti «di un work in progress che» nell'anno in corso «ha visto enormi passi avanti realizzati». Il rappresentante dei medici di famiglia, oltre al problema dei costi, evidenzia tre tipi di criticità: Italia spaccata, frodi, privacy a rischio, soffermandosi in particolare sul primo aspetto. «La dematerializzazione -dice Misericordia- in questa fase è una decolorazione: il promemoria da noi stampato mentre spediamo la prescrizione online al repository del Sistema d'accoglienza del ministero dell'Economia, che consente al farmacista di erogare il farmaco ove questi non riesca ad accedere via web  alla prescrizione "remota", dovrebbe da disciplinare tecnico "avere lo stesso formato in tutta Italia e deve sostituire eventuali modelli regionali già in uso, in modo che venga riconosciuto da tutti gli erogatori sul territorio nazionale. Ma purtroppo in questo "Paese delle meraviglie" sono già stati definiti almeno 6 modelli diversi. Ogni regione sta sostanzialmente facendo il suo». Un dato di fatto confermato da Petrosillo che evidenzia come sia il frutto di un'elasticità inziale ma che il «ministero sta intervenendo per raggiungere l'uniformità, anche perché» aggiunge Petrosillo «il prossimo passaggio sarà la ricetta dematerializzata con valore nazionale e quindi l'adeguamento è inevitabile così come sul fronte esenzioni è in corso un lavoro per arrivare all'allineamento nazionale». Ciò detto l'Ad di Promofarma preferisce mettere in evidenza i molti aspetti positivi della dematerializzazione della ricetta in corso. «Cinque regioni (Sicilia, Valle D'Aosta, Trentino, Basilicata e Veneto) hanno centrato l'obiettivo di emettere l'80% delle ricette in versione digitale entro il 2014» sottolinea Petrosillo, «per altre la sperimentazione è avanzata ed entro fine anno centreranno l'obiettivo. Tra queste la Lombardia per la quale il via è imminente». Dati postivi, secondo Petrosillo, che enfatizza in particolare il risultato raggiunto in Sicilia «dove si è raggiunto l'85% delle ricette digitali. Un numero enorme». Il rappresentante dei farmacisti non nega gli aspetti critici ma preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno. «C'è l'annoso problema dei distinti sistemi di trasmissione dati, Sac (Sistema di accoglienza centrale) e Sar (Sistema di accoglienza regionale). Il secondo si è rivelato più problematico ma, per esempio, in Veneto lo scoglio è stato superato. Anche il problema dei costi aumentati è effettivo ma tutto sommato tollerabile» continua «e comunque il fatto che ci siano cinque regioni a regime è il segno che grandi problematiche non ci sono. Tra l'altro» conclude Petrosillo «è indispensabile che la rete delle farmacie sia pronta più di quanto lo sia per quella dei medici. Ed è per questo che stiamo lavorando alacremente».

Marco Malagutti

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