Politica e Sanità
08 Settembre 2014La farmacia sotto casa è facilmente raggiungibile per segnalare effetti avversi ai farmaci veterinari, in particolare per quelli somministrati ad animali di affezione, ma la farmacovigilanza veterinaria resta «una pratica molto rara»: a Verona nel 2012 ci sono state solo tre segnalazioni, in tutto il Veneto 23, in Italia 236, contro una media europea che può superare quota 3.000 l'anno. È quanto segnala Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona, ricordando che le Linee guida per la gestione del sistema di farmacovigilanza veterinaria nazionale, emanate dal ministero della Salute nel 2010, prevedono che la segnalazione venga effettuata in via primaria al medico veterinario e al farmacista. «È quindi molto facile rivolgersi direttamente alla farmacia sotto casa. I professionisti trasmetteranno poi le segnalazioni alle autorità competenti. La trasmissione elettronica delle segnalazioni di eventi avversi» si legge nella nota «è obbligatoria dal 2005, e attualmente l'Evvet (database europeo EudraVigilance Veterinar) contiene più di 90.000 segnalazioni di eventi avversi, dei quali circa 59.000 si sono verificati all'interno dell'Unione europea, e 31.000 al di fuori dell'UE».
I dati italiani segnalati dal sindacato provinciale, sono tratti dal Bollettino di farmacovigilanza veterinaria del ministero della Salute e bastano per affermare che la cultura su questa pratica è «praticamente inesistente» in Italia e ha bisogno di «essere fortemente incrementata». Tra i 236 casi segnalati nel 2012, prosegue la nota dei Federfarma Verona, le specie coinvolte sono state bovino, suino, api, coniglio, pecora, cane, gatto, e volatili; tra le reazioni avverse a sostanze contro gli ectoparassiti, gli endoparassiti o entrambi, le specie più implicate risultano essere il cane, il gatto e le api mentre con gli antiinfettivi lo spettro interessava più specie (bovino, cane, gatto, coniglio, suino). «Oltre alle sospette reazioni avverse» dice Bacchini «esistono anche i casi di mancata efficacia del farmaco, oppure casi in cui vengono rilevati tempi di attesa superiori a quanto previsto dalle caratteristiche indicate nel foglietto illustrativo e anche problemi di impatto ambientale derivanti dall'utilizzo del farmaco. Invito quindi sia allevatori che privati a fornire le loro preziose informazioni con tempismo perché esse devono essere trasmesse entro 15 giorni lavorativi dal momento della conoscenza dell'evento. Invece le sospette reazioni gravi e le segnalazioni di perdita di efficacia vanno inoltrate entro 6 giorni lavorativi».
Renato Torlaschi
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