Valutare a livello qualitativo la relazione tra farmacista e paziente, la comunicazione, verbale e non, che la attraversa. Questo l'approccio, inedito, della ricerca sugli "Off patent in farmacia" condotta da Sege-Attoma Group per Zentiva. Non un'indagine ad ampio spettro ma uno studio di insight che ha preso in esame oltre trecento interazioni tra farmacisti e pazienti in sette farmacie di Milano e provincia. A completare lo studio quindici video-interviste a farmacisti e i risultati di otto focus group realizzati con i pazienti delle farmacie coinvolte. Cosa se ne deduce? Che mentre la comunicazione relativa al brand è piuttosto lineare - "l'originale" è parola utlizzata comunemente tanto dal farmacista che lo dispensa quanto dal paziente che lo richiede - nel discutere di farmaci generici subentra una certa confusione lessicale. Per intendersi, il farmacista parla spesso di "generico", meno spesso di "equivalente", a volte cita solo il nome della molecola. Dall'altra parte del banco, invece, il paziente snocciola,a seconda dei casi una sequenza di definizioni, più o meno scientifiche: "generico", "equivalente", "uguale", "identico", "simile", "lo stesso", "la sottomarca", "l'altro". I più forbiti, pochi, enunciano la molecola. Facile comprendere come tale approssimazione linguistica denunci una tuttora scarsa conoscenza, nel cittadino, dell'argomento "generici", che è spesso sinonimo di scara considerazione del prodotto. Di qui una diffusione degli equivalenti ancora sotto la media europea e una persistente tendenza a considerare i generici convenienti sì ma anche di minor qualità rispetto ai branded. «Il campione è poco rappresentativo», commenta Marco Grespigna, direttore Bu Off Patent & Head di Zentiva Italia, «ma focalizzato sull'area milanese, tradizionalmnte molto sviluppata in fatto di cultura del farmaco. Eppure gli esiti della ricerca ci fanno comprendere che c'è ancora molto da lavorare sull'informazione relativa ai generici e sul modo in cui i farmacisti potrebbero trasferirla ai cittadini. Noi lo stiamo facendo con il progetto "Zentiva Più", di cui l'indagine fa parte".
Giuseppe Tandoi
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