Politica e Sanità
16 Settembre 2014Si è quasi completata la formazione dei 360 farmacisti che parteciperanno alla terza fase della sperimentazione del progetto I-Mur, il servizio di Medicine use review tagliato su misura per la realtà italiana. Si attende ora l'approvazione del protocollo di studio dai comitati etici dei vari territori interessati, «lavoro lungo e impegnativo che ha già dato le prime soddisfazioni con l'approvazione, a cominciare dal Comitato bresciano, che è il centro di riferimento». A fare il punto per Farmacista33, sulla sperimentazione di questo servizio cognitivo, è Andrea Manfrin (foto) ricercatore dell'Università del Kent e coordinatore del progetto.
Quando è previsto l'avvio ufficiale?
Lo studio è di fatto già partito da maggio con l'individuazione dei cluster territoriali e, di conseguenza, della selezione dei 360 farmacisti che parteciperanno.
Successivamente si è provveduto a sottoporre il protocollo dello studio ai Comitati etici dei territori interessati. È stato un lavoro lungo e impegnativo, anche per le differenze organizzative tra una Regione e l'altra, ma è stata già una prima soddisfazione vedere che é stato approvato il disegno dello studio, a cominciare dal Comitato bresciano, che è il centro di riferimento.
Quali sono le regioni coinvolte?
I cluster, per ragioni statistiche sono 360, ogni farmacista rappresenta un cluster ma le Regioni coinvolte sono 15, da Nord a Sud: Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Tentino/Alto Adige, Marche, Abruzzo, Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Puglia e Sardegna e Sicilia. Come si vede la distribuzione territoriale è stata curata in modo da tenere in considerazione le differenze climatiche, che sono importantissimi, ma anche di quelle organizzative e culturali, altrettanto importanti.
È già stata fatta una formazione ad hoc per i farmacisti?
La formazione dei farmacisti arruolati nello studio è cominciata a settembre, durante la settimana dall'8 al 12 è si sono svolti i corsi in Sicilia, Sardegna, Lazio, Veneto e Friuli.
Durante le settimana successive il programma continuerà fino a coprire tutte le regioni interessate partendo dai cluster in cui c'è già stata l'approvazione da parte dei Comitati etici e con i farmacisti arruolati.
Entro la fine della prossima settimana questa fase sarà completata e tutti i farmacisti avranno partecipato a cinque ore di formazione complessive, condotta in collaborazione con i medici per gli aspetti fisiopatologici dell'asma.
Che cosa avrà in più rispetto alle precedenti due fasi della sperimentazione?
Il primo studio (fase 1) è stato uno studio di fattibilità: abbiamo testato la capacità del farmacista di utilizzare lo strumento I-Mur.
Il secondo studio (fase 2) aveva l'obiettivo di valutare il feedback dei pazienti che avevano ricevuto il servizio I-Mur e ottenere l'opinione dei medici in merito ai risultati prodotti.
Il terzo studio (fase 3) è uno studio clusterizzato randomizzato e controllato in cui i farmacisti sono stati suddivisi in due gruppi: A e B.
Per disegnare (progettare) questo studio abbiamo seguito le linee guida guida dei massimi esponenti mondiali in questo ambito: Medical research council (Mrc, Uk), National institute for health and care excellence (Nice, Uk) e dalla Scuola di epidemiologia presso la facoltà di medicina dell'Università di Harvard (Cambridge-Massachusets, Usa).
Queste strutture danno le indicazioni, a livello mondiale, sulle metodiche che devono essere impiegate per valutare la validità e l'introduzione di nuovi prodotti (farmaci) o servizi/prestazioni professionali in ambito sanitario.
I farmacisti raccoglieranno delle informazioni durante un colloquio con il paziente che si ripeterà per 4 volte a distanza di tre mesi e forniranno una sola volta il servizio professionale I-Mur (Italian medicine use review). I ricercatori confronteranno la gravità dell'asma prima, durante e dopo la fornitura del servizio I-Mur al fine di valutarne l'efficacia dell'incontro, utilizzando strumenti di tipo quantitativo. Tutto verrà fatto con la collaborazione della medicina generale e di quella specialistica. È evidente che con questo studio non si valuta la capacità di erogare l'Mur del farmacista italiano nel setting della farmacia di comunità o il gradimento del paziente, obiettivi positivi già dimostrati dalla fase 1 e 2, ma si andrà a valutare direttamente se l'I-Mur è in grado di ridurre la gravità dell'asma, il che significa ridurre i costi diretti e indiretti del paziente, valutare l'aderenza del paziente alla terapia indicata dal medico, il numero di principi attivi che il paziente assume, e gli eventuali problemi collegati con l'assunzione dei farmaci.
Obiettivo, come disse durante il suo intervento a FarmacistaPiù, è avere un valore misurabile affinché il servizio erogato possa essere remunerato. Può chiarire il concetto di valore misurabile? Che cosa confidate di ottenere?
Per valore misurabile s'intende un dato quantitativo evidente e possibilmente anche statisticamente significativo al fine di verificare la variazione della gravità dell'asma.
Internazionalmente sono stati definiti diversi livelli di gravità dell'asma ai quali le ricerche farmacoeconomiche sono state in grado i di associare differenti livelli di costi diretti e indiretti, identificabili grazie a strumenti - questionari - validati e relativamente semplici. Attraverso l'uso di questi strumenti quantitativi è quindi possibile "pesare" l'efficacia dell'azione del farmacista sia in termini di risultato/salute sia in termini economici. E' sulla base di questo tipo di dati che le autorità sanitarie o le compagnie assicurative in ambito anglosassone hanno deciso se remunerare il servizio e metterlo a disposizione dei pazienti. In Canada, in Gran Bretagna, in Nuova Zelanda e in altri paesi è stato verificato che il costo di questo servizio è ampiamente ripagato in termini di salute e di minore spesa per il terzo pagante.
Il servizio di I-Mur entrerà nella Farmacia dei servizi?
Dal punto di vista concettuale e pratico I-Mur è un servizio cognitivo e i servizi cognitivi sono la base della Pharmaceutical care che in Italia è rappresenta dalla farmacia dei servizi appunto.
I servizi cognitivi sono prestazioni sanitarie professionali che si basano sulle competenze specifiche del farmacista - non va dimenticato che l'oggetto è l'uso che il paziente fa del farmaco che gli è stato prescritto dal medico. Il farmacista non esegue ne diagnosi ne prescrizioni, non sono argomenti che gli competono. Diagnosi e prescrizione, in Italia, sono atti professionali riservati esclusivamente al medico. In questo progetto, grazie al supporto della medicina generale, sono state delineate chiaramente le competenze dei medici e dei farmacisti in modo tale che ciascuno possa agire nel modo professionalmente, eticamente e deontologicamente più corretto: gli uni nel rispetto degli altri.
Indicativamente, quando si avranno i risultati?
I primi risultati dello studio saranno prodotti ad aprile 2015. Quando sarà redatto il primo interim report a sei mesi dalla data di inizio dell'erogazione di questa prestazione.
Simona Zazzetta
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