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Politica e Sanità

24 Settembre 2014

Gradnik (Banco farmaceutico): contro povertà industria intervenga con donazioni


Nonostante i numeri indichino un continuo e importante incremento di donazioni di farmaci, con un'attività che solo per l'anno scorso ha raggiunto per esempio il valore di 10 milioni di euro, la domanda da parte dei cittadini presenta un tasso di crescita più elevato, segno che la povertà è in aumento e che la capacità donativa avrebbe bisogno di un salto di qualità rappresentato anche da un ruolo di primo piano dell'industria. A fare il punto Paolo Gradnik, presidente del Fondazione Banco Farmaceutico Onlus.

Qual è la situazione?
Le donazioni sono in crescita, i numeri sono sempre più importanti, ma nonostante questo risultano insufficienti a rispondere a una domanda che non solo continua a crescere ma lo fa più velocemente di quanto cresciamo noi. Siamo ormai in un momento in cui sarebbe necessario quel salto di qualità nella capacità donativa che solo un ruolo più ingente dell'industria può dare.

Qual è il punto con l'industria?
Di sfondo c'è sicuramente una normativa che andrebbe adeguata, come invece è già stato fatto per la donazione di alimenti, con per esempio la definizione dello status dell'ente che riceve la donazione e il tentativo di normare e riconoscere il percorso no profit. Due sono i progetti legislativi presentati che vanno in questa direzione ma un'occasione è stata persa con il recente decreto sulle contraffazioni: occasione che confidiamo venga colta attraverso i provvedimenti presto in discussione. Detto questo, ci sono comunque una serie di attività che, attraverso una corretta gestione interna, possono essere già intraprese dalle aziende. Ma è chiaro che ogni azienda è una realtà a sé e sarebbe di maggiore impatto un intervento da parte delle rappresentanze dell'industria, da Farmindustria a Assogenerici a Assosalute, per la definizione di linee guida comuni, una serie di procedure, anche avvalorate dall'Aifa, che potrebbero facilitare il percorso della donazione.

A che punto sono gli incontri con l'industria e la collaborazione con l'Aifa?
Il confronto è aperto e abbiamo già fissato un'agenda, l'interesse e l'intenzione di facilitare le procedure c'è da parte di tutti. D'altra parte potenzialmente dall'industria si parla di decine di milioni di pezzi all'anno. Cifre che davvero potrebbero incidere. Anche perché spesso i fenomeni di rinuncia della terapia riguardano anche il farmaco etico.

Francesca Giani

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