Allergopatie, a Roma aggiornamento su immunoterapia specifica
Promosso dalla Associazione Italiana degli Allergologi ed Immunologi Ospedalieri e Territoriali (Aaito), si è svolto a Roma, per la prima volta in Italia, un corso monotematico teorico-pratico sull'uso della immunoterapia specifica nella gestione delle allergie respiratorie e da punture di imenotteri. «Esistono oggi farmaci molto efficaci e praticamente privi di effetti collaterali» ha sottolineato M. Beatrice Bilò, presidente Aaito «ma con effetto sintomatico aspecifico e non duraturo nel tempo. L'immunoterapia specifica o terapia desensibilizzante attualmente rappresenta invece l'unico trattamento "allergene-specifico" in quanto consiste nella somministrazione, per via sottocutanea o sublinguale, di dosaggi crescenti di allergene verso cui il paziente è allergico allo scopo di indurre una risposta immunologica positiva che si estrinseca nella produzione di anticorpi di difesa contro l'allergia stessa». «L'immunoterapia specifica non solo si è dimostrata in grado di ridurre i sintomi e il consumo di farmaci, ma anche di modificare la storia naturale della malattia allergica» ha aggiunto Antonino Musarra, presidente designato Aaito «prevenendo l'evoluzione di rinite in asma bronchiale e la comparsa di nuove allergie. Altro valore aggiunto è rappresentato dalla capacità di mantenere l'efficacia clinica anche dopo molti anni dalla sua sospensione. Va sottolineato inoltre che terapia farmacologica e immunoterapia specifica non sono approcci contrapposti». «Tuttavia, su 10 pazienti allergici che potrebbero giovarsi dell'effetto della immunoterapia specifica, in Italia solo uno dei essi la effettua» ha ripreso Bilò. Come mai? «A Roma si è registrata la convinzione unanime di un'attuale scarsa conoscenza delle patologie allergiche e della necessità di gestirle non solo in maniera sintomatica ma anche "curativa", da parte sia della popolazione generale e dei pazienti, sia di altre professionalità sanitarie e delle figure politiche-istituzionali deputate alla tutela della salute». Ci sono poi problemi economici e difformità delle politiche sanitarie in Italia che consentono ai pazienti di alcune regioni di avere gratuitamente il vaccino e ad altri di non avere neanche un minimo rimborso. «Solo attraverso una partnership tra le Società scientifiche, la Federazione delle associazioni di pazienti (Federasma e Allergie Onlus) e Assobiomedica (che raggruppa le aziende del settore)» ha concluso Bilò «si potrà arrivare a una maggiore conoscenza e sensibilizzazione sulle allergopatie e a una giusta valorizzazione della immunoterapia in Italia».
Arturo Zenorini
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