Politica e Sanità
02 Ottobre 2014Sofosbuvir, il primo farmaco in grado di eradicare il virus dell'epatite cronica C dai pazienti che ne sono affetti, sarà presto disponibile in Italia. Ne ha dato notizia l'Aifa, facendo osservare che «la chiusura del processo negoziale con l'azienda Gilead Sciences è avvenuta nel rispetto dei tempi auspicati dal ministro della Salute e indicati nel comunicato del 13 agosto scorso».
Attesissimo dagli oltre 30mila malati di epatite C in Italia, il Sofosbuvir è il primo di una classe di farmaci (altri cinque o sei arriveranno sul mercato nei prossimi anni) che promette di cambiare radicalmente il quadro di questa patologia.
Il Sofosbuvir è già disponibile da alcuni mesi negli Stati Uniti dove, nonostante la terapia costi 84mila dollari (66mila euro), è già stata somministrata a 70mila pazienti, facendo guadagnare alla Gilead 3,5 miliardi di dollari soltanto nel primo semestre. In Europa alcuni Paesi come la Germania, che hanno relativamente pochi casi, l'hanno adottata subito, mentre altri 14, fra cui l'Italia e la Francia, hanno iniziato una trattativa per poter abbassare il prezzo.
La negoziazione tra l'Agenzia regolatoria italiana e l'azienda produttrice Gilead era stata sospesa per un mese per poter definire meglio i termini dell'accordo, ma nel frattempo il farmaco era stato garantito in via compassionevole ai pazienti più gravi. Ora è lo stesso direttore dell'Aifa Luca Pani a dichiarare che si tratta di «un accordo di grande impatto sanitario ed economico, che accoglie le esigenze dei pazienti».
E anche Marco Marzioni, segretario dell'Associazione italiana per lo studio del fegato (Aisf), non nasconde la sua soddisfazione: «Apprezziamo la dichiarata disponibilità al trattamento del più grande numero di pazienti previsti in Europa. Ciò, oltre che essere giustificato da una più elevata prevalenza di malattia nel nostro paese, è orientato a soddisfare il bisogno di cura dei pazienti, ponendoci, dunque, all'avanguardia nel panorama internazionale».
Renato Torlaschi
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