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Politica e Sanità

15 Ottobre 2014

Case della salute, Dpc e Pharmaceutical care: dal Lazio un modello per le farmacie


Resistere al cambiamento o esplorare nuovi spazi e opportunità che si profilano all'interno del sistema sanitario? È a partire da questa domanda di fondo che nella serata di lunedì si è svolto a Roma un incontro organizzato da Federfarma Lazio sui temi della Dpc e delle problematiche gestionali. E proprio il Lazio sui temi della Dpc e della riorganizzazione delle cure primarie potrebbe essere il battistrada a livello nazionale grazie agli accordi raggiunti negli ultimi mesi. Sul fronte della Dpc, sottolinea il vicepresidente di Federfarma Roma Antonino Annetta, «il Lazio ha sancito un accordo che non si è soffermato solo sugli aspetti remunerativi, ma ha introdotto molti elementi innovativi: dal piano terapeutico on line alla Pharmaceutical care passando per la possibilità di dispensare i farmaci più innovativi (ex Osp 2). Un modo» continua Annetta «per aumentare la professionalità del farmacista non disgiunta dall'aspetto economico. Dobbiamo far sì che la farmacia si riappropri del ruolo di presidio sanitario. Il che non significa disgiungersi dal Servizio sanitario nazionale ma, al contrario evolversi nel rapporto con l'Ssn». Altrettanto rilevante il tema della riorganizzazione delle cure primarie che, uno dei relatori dell'incontro romano l'ex direttore generale di Federfarma Giuseppe Impellizzeri ha invitato a considerare come un'opportunità. «Il Lazio è l'unica Regione che ha inserito in un decreto commissariale le farmacie nelle case della salute. Non c'è alcuna invasione di competenze, bensì le farmacie continuano a svolgere il loro ruolo nella presa in carico di pazienti cronici, diabetici e cardiopatici nella sperimentazione che sta per prendere il via nella Asl di Frosinone. Il rapporto tra farmacie e case della salute» precisa il vicepresidente di Federfarma Roma «deve valorizzare non penalizzare. Il nostro auspicio da tempo» conclude Annetta «è che accordi simili al nostro possano essere riproposti anche a livello nazionale. Un modo per attuare quella farmacia dei servizi che altrimenti rischia di essere solo uno slogan».

Marco Malagutti

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