Ddl concorrenza, Mnlf: qui si misura volontà di cambiare il Paese
Troppi gli "stop and go" degli ultimi anni in tema di liberalizzazioni, troppo le "incompiute" in tema di concorrenza, vedremo il Governo avrà il coraggio necessario per seguire le indicazioni dell'Antitrust e passare ai «fatti concreti». Questo il commento che arriva dal Movimento nazionale dei liberi farmacisti alla bozza Ddl Concorrenza allo studio del Governo che nei giorni scorsi ha sollevato polemiche timori nella categoria. «Dopo il brillante avvio della stagione delle riforme con le lenzuolate di Bersani» si legge in una nota dell'associazione «abbiamo assistito a diverse marce indietro che hanno determinato un riposizionamento corporativo in grado di assorbire i colpi ricevuti, annullandoli ed azzerando i benefici ottenuti dai consumatori». E prosegue: «Nel settore della distribuzione dei farmaci ci ha provato anche il Governo Monti, con la liberalizzazione dei farmaci di fascia C, ed è stato imbrigliato nella rete degli interessi incrociati che hanno partorito un concorso straordinario con cui dopo circa tre anni non si è aperta ancora nessuna farmacia delle 5.000 promesse e, ricorsi permettendo, alla fine vi sarà un aumento "risibile" di meno del 10% delle farmacie esistenti». Secondo Mnlf, «la proposta dell'Antitrust rappresenta, al pari delle proposte sulle libere professioni, un cambiamento radicale per l'Italia rispetto alla "secolare" tendenza di proteggere chi è già presente nel mercato a discapito di chi vi vuole entrare». Ed entrando nel merito dei contenuti, afferma: «Numero minimo e non massimo significa determinare per aree omogenee il numero minimo di farmacie in grado di garantire il servizio lasciando poi alla libera concorrenza l'evoluzione del mercato. Certo, potranno essere previsti meccanismi di tutela nei piccoli centri rurali, ma nelle grandi aree imporre il numero massimo significa semplicemente garantire chi è già garantito e questo non avviene per nessuna attività tranne i notai, nemmeno i medici quando scelgono di svolgere la "libera professione" hanno limitazioni di sorta. Così è in Germania, dove solo requisiti legati alla qualità del servizio offerto e delle dotazioni, determinano il numero di farmacie presenti nel territorio». E conclude: «Vedremo se Renzi e il Ministro Guidi avranno il coraggio necessario per seguire le indicazioni dell'Antitrust, oggi quello che conta sono i fatti concreti se si vuol far ritornare a crescere il Paese, creare nuova occupazione e dare nuove opportunità ai giovani».
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...
La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...
Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...
Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
Uno studio italiano mostra che quattro settimane di supplementazione con GABA e Melissa officinalis riducono la gravità dei sintomi della sindrome dell'intestino irritabile con diarrea, con benefici...