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Politica e Sanità

14 Ottobre 2014

Ddl concorrenza, Mnlf: qui si misura volontà di cambiare il Paese


Troppi gli "stop and go" degli ultimi anni in tema di liberalizzazioni, troppo le "incompiute" in tema di concorrenza, vedremo il Governo avrà il coraggio necessario per seguire le indicazioni dell'Antitrust e passare ai «fatti concreti». Questo il commento che arriva dal Movimento nazionale dei liberi farmacisti alla bozza Ddl Concorrenza allo studio del Governo che nei giorni scorsi ha sollevato polemiche timori nella categoria. «Dopo il brillante avvio della stagione delle riforme con le lenzuolate di Bersani» si legge in una nota dell'associazione «abbiamo assistito a diverse marce indietro che hanno determinato un riposizionamento corporativo in grado di assorbire i colpi ricevuti, annullandoli ed azzerando i benefici ottenuti dai consumatori». E prosegue: «Nel settore della distribuzione dei farmaci ci ha provato anche il Governo Monti, con la liberalizzazione dei farmaci di fascia C, ed è stato imbrigliato nella rete degli interessi incrociati che hanno partorito un concorso straordinario con cui dopo circa tre anni non si è aperta ancora nessuna farmacia delle 5.000 promesse e, ricorsi permettendo, alla fine vi sarà un aumento "risibile" di meno del 10% delle farmacie esistenti». Secondo Mnlf, «la proposta dell'Antitrust rappresenta, al pari delle proposte sulle libere professioni, un cambiamento radicale per l'Italia rispetto alla "secolare" tendenza di proteggere chi è già presente nel mercato a discapito di chi vi vuole entrare». Ed entrando nel merito dei contenuti, afferma: «Numero minimo e non massimo significa determinare per aree omogenee il numero minimo di farmacie in grado di garantire il servizio lasciando poi alla libera concorrenza l'evoluzione del mercato. Certo, potranno essere previsti meccanismi di tutela nei piccoli centri rurali, ma nelle grandi aree imporre il numero massimo significa semplicemente garantire chi è già garantito e questo non avviene per nessuna attività tranne i notai, nemmeno i medici quando scelgono di svolgere la "libera professione" hanno limitazioni di sorta. Così è in Germania, dove solo requisiti legati alla qualità del servizio offerto e delle dotazioni, determinano il numero di farmacie presenti nel territorio». E conclude: «Vedremo se Renzi e il Ministro Guidi avranno il coraggio necessario per seguire le indicazioni dell'Antitrust, oggi quello che conta sono i fatti concreti se si vuol far ritornare a crescere il Paese, creare nuova occupazione e dare nuove opportunità ai giovani».

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