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Politica e Sanità

18 Ottobre 2014

Legge stabilità, Scaccabarozzi: spero nella responsabilità di tutti


«Speriamo che quello che non è entrato dalla porta non arrivi dalla finestra». Le parole sono di Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, a margine del XXXV congresso della Sifo, in corso a Pescara, e si riferiscono alla Legge di Stabilità. «Una legge che cerca di far ripartire il Paese e l'economia attraverso una maggiore possibilità di spesa e l'efficientamento dei costi pubblici e che certamente chiede sacrifici ma non mi aspettavo diversamente». In questo senso «mi auguro che ci sia un grande senso di responsabilità da parte di tutti». Responsabilità che forse riguarda anche la situazione della farmaceutica: «I tagli alla farmaceutica devono essere lasciati da parte» è l'appello di Scaccabarozzi «perché altrimenti dobbiamo pensare che chi ci amministra dovrebbe ripensare al proprio ruolo». La situazione infatti è quella di un «Fondo sanitario nazionale che già così com'è è inadeguato: sul farmaco è stato fatto tutto e più del necessario e nonostante un efficientamento a tutti i livelli, la spesa ospedaliera sta sforando - le previsioni riportate sono di oltre un miliardo di euro». Ma d'altra parte la «farmaceutica ospedaliera è sempre stata su livelli che non sono quelli previsti dal tetto. Non dimentichiamo che inizialmente fu fissato un tetto indicativo al 2,4% che nel 2011 fu portato al 3,5%, pur sapendo che già allora era inadeguato e che i dati davano l'ospedaliera già sopra il 4%». Un meccanismo «il cui obiettivo ritengo sia quello di far contribuire le aziende attraverso il pay back», con un ripiano che «per il 2013 ha superato i 400 milioni - si prevede oltre 500 milioni per il 2014». Come dire, ironizza Scaccabarozzi, «che il 20% delle cure che i cittadini ricevono in ospedale è offerto dalle aziende». Ma il problema è che «è un peso che per molte aziende è diventato insostenibile» e inoltre è «un freno anche per l'ingresso all'innovazione». Per questo sarebbe necessario anche un cambio di mentalità: «Occorre allargare l'orizzonte di considerazione della spesa, altrimenti la situazione è insostenibile. Il farmaco non va visto solo per quello che costa al Ssn e per quanto impatta sul rispetto del tetto ma anche in termini di risparmio sulle altre voci di spesa sanitaria, sui ricoveri e così via». L'idea è quella di «vedere la patologia nel suo insieme» ma soprattutto «iniziare a lavorare anche sulle altre voci di spesa portando quello che è stato fatto nella gestione del farmaco anche agli altri aspetti della spesa sanitaria». Insomma le prospettive sono poco rosee anche perché «l'unica possibilità di iniettare risorse nel sistema sanitario è quella di garantire una crescita al Pil» - e qui si torna alla legge di stabilità - e in ogni caso «dobbiamo tutti insieme collaborare nel difendere il valore del farmaco», «senza pregiudizi o denigrazioni», che significa anche «scendere in campo al fianco del ministro della salute per difendere il fondo sanitario» se dovesse essere messo in discussione. Una riflessione anche sulla riforma dell'Aifa: «Il Ministero ha l'idea di un'agenzia molto più funzionale ed è una direzione che ci auguriamo: abbiamo bisogno di un'Aifa rigorosa, rigida, per il mantenimento rispetto delle regole, ma soprattutto che sia messa nelle condizioni di essere efficiente. Più efficiente è l'Aifa, più efficienti siamo noi».

Francesca Giani

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