Francia, vaccino antinfluenzale in farmacia: solo a certe condizioni
Continua a far discutere in Francia il progetto del ministro Touraine di allargare l'adesione all'antinfluenzale affiancando ai medici anche i farmacisti per la campagna 2014/2015. Un ampliamento del ruolo del farmacista che ha suscitato le ire di infermieri e medici, e anche i sindacati dei farmacisti non sono entusiasti perché sulla carta l'iniziativa potrebbe sicuramente soddisfare gli obiettivi del governo, ma nella pratica quotidiana occorrerà vedere come e quanto il farmacista si dovrà "attrezzare". È vero, come ha riconosciuto Philippe Gaertner, presidente della Fédération des syndicats pharmaceutiques de France (Fspf) che «uno studio realizzato negli Stati Uniti ha evidenziato che il coinvolgimento dei farmacisti nella vaccinazione antinfluenzale ha fatto innalzare i tassi di copertura vaccinale dal 59 al 76%» senza nulla togliere all'attività degli altri professionisti sanitari «dato che il loro contributo ha rappresentato circa il 20% del totale». Però la vaccinazione in farmacia potrà essere fatta solo a certe condizioni: una formazione specifica per fare l'iniezione, la creazione di un luogo all'interno della farmacia dove eseguire le iniezioni e la trasmissione di informazioni sulla vaccinazione al medico. Intanto sono ancora da definire le questioni operative su «quali vaccini e quali procedure» saranno autorizzate; la vaccinazione dei bambini, per esempio, non sarà presa in considerazione perché raggiunge già il 100% dei soggetti a rischio, mentre bisognerà convincere over 65enni e adolescenti, la cui adesione è molto scarsa. Non si tratterà comunque di vaccinare tutti quelli che entrano in farmacia e il farmacista potrebbe prestarsi all'iniziativa in un'ottica di supporto alla salute pubblica. Offesi gli infermieri del Sniil (syndicat national des infirmières et infirmiers libéraux), dopo che un'analoga offerta sottoposta al governo dalla loro categoria non è stata presa in considerazione; e Béatrice Galvan presidente della Organisation nationale des syndicats d'infirmiers libéraux (Onsil) è convinta che la misura miri a ricompensare i farmacisti di possibili future liberalizzazioni. Gaertner abbassa i toni e assicura: per la farmacia non sarebbe un incentivo economico, dato che si parla di 6,30 euro a iniezione, sul modello della tariffa degli infermieri. Polemiche anche sul fronte medici: Claude Leicher presidente della branca generalista della Confédération des syndicats médicaux français (Unof-Csmf) ha precisato che «non si tratta solo di piantare un ago, ma vaccinare è anche un confronto con i pazienti sulle indicazioni e le contro-indicazioni e sulla necessità di fare un richiamo». (E.L.)
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