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Politica e Sanità

30 Ottobre 2014

Meno trattenute a chi assume a tempo indeterminato, da Trapani proposta a Renzi


L'aumento di disoccupazione nel nostro settore è direttamente proporzionale all'aumento dei balzelli che, a vario titolo, affliggono le farmacie operanti nel territorio. È questa la premessa, contenuta nella lettera che il presidente dell'Ordine e di Federfarma Trapani, Leonardo Galatioto, ha inviato al presidente del consiglio dei ministri, per avanzare la richiesta di occuparsi del problema della disoccupazione con una proposta: «abbattere le trattenute operate sui margini di remunerazione per le farmacie che assumeranno a tempo indeterminato un farmacista disoccupato». Nel 2006, si legge infatti nella lettera, «nell'ordine di Trapani, e anche nel resto d'Italia, la disoccupazione era ancora prossima allo zero, nel 2014, per quanto ci riguarda, tocca la spaventosa cifra del 19,5% degli iscritti e nel resto d'Italia, tra i disoccupati tutt'ora iscritti all'Ordine e coloro che si sono cancellati o perché emigrati all'estero o perché non hanno le risorse economiche per pagare l'iscrizione e gli oneri correlati, tale percentuale è stimabile nel 13,5% del totale degli iscritti». Una situazione legata all'«aumento esponenziale, in sette anni, delle trattenute operate sui margini di remunerazione delle farmacie, stabilite per altro per legge», con un passaggio «dal 4,5% del valore lordo del 2006 all'8,5% del 2014» e a una parallela «diminuzione del 40% del prezzo medio lordo per ricetta», scesa dal «27,3% del 2006 al 17,01% del 2014». Cosicché «la somma che mensilmente viene sottratta dai margini di remunerazione di una farmacia di medio giro d'affari nel 2014 è pari a 5.000 euro» mentre «nel 2006 (prima dell'introduzione di ulteriori una tantum - una semper) ammontava, a parità di fatturato Ssn, a 3.000 euro». E la conseguenza è che «in media il peso globale di questi oneri supera ampiamente, per una farmacia di medio giro d'affari, l'onere per un nuovo posto di lavoro». Da qui il ragionamento: visto che «5.000 euro sono una somma sufficiente a sostenere uno stipendio lordo», «chiediamo che questo esborso si traduca in lavoro per le giovani e meno giovani professionalità», vale a dire che venga previsto «un abbattimento di queste trattenute per quelle farmacie che assumeranno a tempo indeterminato un farmacista disoccupato». Una proposta in linea per altro «con le misure già delineate dal Governo», per esempio nella legge di stabilità, e che sarebbe «sostanzialmente a costo zero per lo stato».

Francesca Giani

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