Carenze, Federfarma Roma: da tribunale invito a rivedere normativa
Un chiaro messaggio al Governo per mettere mano a «un assetto normativo carente e necessitante di interventi correttivi» e rivedere le dinamiche che regolano il business del mercato parallelo. È questo secondo Franco Caprino, presidente di Federfarma Roma, l'aspetto importante che emerge dal provvedimento con cui il Gip di Roma ha archiviato la denuncia avanzata dall'associazione, un anno prima, «per segnalare la grave situazione delle carenze di farmaci sul circuito distributivo, effetto perverso (anche) del fenomeno lucrativo delle esportazioni parallele di farmaci in mercati - come il Regno Unito e la Germania - dove il notevole differenziale di prezzo li rende decisamente più redditizi». Un risultato in realtà che non poteva essere differente, data la normativa, ma nelle parole del Gip c'è un importante riconoscimento del problema: se si verificano «effetti distorsivi del mercato interno» osserva il provvedimento «e, segnatamente, la rarefazione di determinate categorie di farmaci, con conseguente incapienza della produzione, quantitativamente inidonea a far fronte alle richieste dell'utenza, è conseguenza negativa di un assetto normativo carente e necessitante di interventi correttivi, come pure puntualmente segnalato dalla denunciante». «Accogliamo con soddisfazione il provvedimento del Tribunale di Roma» commenta allora Caprino «che, di fatto, invita le istituzioni italiane a intervenire al più presto, da un punto di vista normativo, sul problema, ancora esistente, della carenza e/o rarefazione di alcune categorie di farmaci, come da noi denunciato più di un anno fa». E «ci auguriamo che l'Italia, come capofila del Semestre Europeo, possa davvero mettere mano a una normativa che fino ad oggi ha avuto il grande demerito di danneggiare in primis i cittadini. Tra i farmaci interessati dal mercato parallelo, ci sono farmaci antitumorali, antidepressivi, prodotti per il trattamento del morbo di Parkinson e dell'ipertensione e antiepilettici, broncodilatatori, anticoagulanti e farmaci per ridurre il colesterolo». Per questo, conclude Caprino in un intervento su Fmail, «Ripartiremo da qui, senza lasciare niente di intentato perché vengano le leggi vengano corrette, fin da subito, là dove possono essere corrette».
Francesca Giani
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