Liberalizzazioni: diversi i fronti aperti nella politica
Per capire che direzione prenderà il Ddl deregulation (disposizioni in materia di dispensazione dei medicinali) presentato dal Movimento 5 stelle, che riprende cavalli di battaglia del fronte delle parafarmacie, e approdato in commissione Igiene e sanità del Senato in sede referente, occorre attendere l'esito delle sedute, anche se alcune fonti nel mondo delle farmacie sostengono di non essere preoccupati e richiamano simili tentativi del passato poi tramontati per mancanza di appoggio politico e Federfarma sottolinea il fatto che non si è tenuto conto di un percorso fatto finora anche attraverso sentenze come quelle della Corte di Giustizia europea. Ma per le parafarmacie rimane un atto importante, che riporta all'attenzione della politica tematiche e istanze di liberalizzazione. «Credo che il Ddl sia stato steso senza tenere conto di tutto il percorso fatto fino ad oggi» interviene Annarosa Racca, presidente di Federfarma «e in particolare delle sentenze, tra cui quella della corte di giustizia europea, che hanno definito una visione di sistema della distribuzione del farmaco. Credo che ormai questi siano punti fermi di cui non si può non tenere conto e che invece alla base del Ddl manchi un'approfondita conoscenza del settore. Per questo ritengo che sia una strada non percorribile destinata a non portare da nessuna parte». «Se non porterà da nessuna parte sarà un vero peccato, un'ulteriore occasione persa» è il commento di Davide Gullotta, presidente Fnpi. «Detto questo, però, è importante che la discussione venga costantemente riproposta nel mondo della politica e che si renda nota la situazione ai cittadini. Per quanto ci riguarda al momento sono aperti più fronti, c'è questo Ddl e ci sono anche gli spunti dell'Antitrust che il Mise aveva preso in considerazione in vista del Ddl Concorrenza. La nostra speranza è di aprire brecce e prima o poi siamo convinti che chi si farà carico di un'istanza liberalista riuscirà ad arrivare a un risultato. D'altra parte, sono anche convinto che le liberalizzazioni che funzionano di più sono quelle che vengono fatte in sordina, meno se ne parla e più facile è farle. Due mesi fa siamo stati convocati dal Mise e ci è stato detto che era intenzione seguire le indicazioni dell'Antitrust. È vero che è stata gettata acqua sul fuoco rispetto alle indiscrezioni che erano uscite, ma chissà invece che questa nuova discussione non dia nuovo vigore all'istanza».
Francesca Giani
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