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Politica e Sanità

11 Novembre 2014

Ecm, Cogeaps: 150 crediti in tre anni con creazione del proprio dossier formati


Il professionista seleziona online gli obiettivi formativi dei corsi di formazione che più servono alla sua crescita e costruisce un dossier formativo che qualifica il suo potenziale di aggiornamento e l'idoneità e la coerenza nell'attività svolta. Così, mentre la Commissione nazionale formazione continua conferma che per il triennio 2014-16 occorreranno ancora 150 crediti in tre anni, al netto di eventuali riduzioni, ottenibili anche con la sola formazione a distanza Fad, un milione e passa tra infermieri, medici, biologi, chimici, farmacisti, veterinari e tutti gli appartenenti alle 22 professioni sanitarie, familiarizza con il portale che registra i crediti Ecm e con l'anagrafe del Consorzio di gestione anagrafica delle professioni sanitarie (Cogeaps) contenitore della formazione svolta dove è destinato ad acquisire importanza il "dossier formativo".
«Dal 2 dicembre 2013 ogni iscritto all'Anagrafe Cogeaps può crearsi un dossier», spiega Sergio Bovenga, presidente del Consorzio. «La Commissione è intenzionata a conferire ulteriore peso allo strumento, nato per assicurare che il sanitario leghi la formazione all'attività realmente svolta e non alla necessità di raggiungere i crediti obbligatori. Il sanitario crea un elenco di obiettivi per gli eventi che è intenzionato a seguire nell'arco del triennio, a loro volta selezionati per area di appartenenza: professionale, organizzativa, di sistema. Il dossier è inizialmente paragonabile a un percorso, mentre a compimento è più vicino a un curriculum; può avere margini di flessibilità, con la possibilità di modifica del dossier.
Bovenga rileva anche che almeno 130 mila medici su 400 mila iscritti in anagrafica hanno pienamente soddisfatto il fabbisogno e aggiunge: «In realtà superiamo abbondantemente il terzo se valutiamo che molti pensionati restano iscritti agli Ordini pur non esercitando più, e un'altra parte di professionisti può avvalersi di esoneri ed esenzioni per diverse ragioni». Il Cogeaps ha fin qui inviato circa 250 mila certificati di pieno soddisfacimento dell'obbligo formativo Ecm e Ordini, Collegi e Associazioni li stanno producendo ai propri iscritti. L'obbligo formativo non vincola tutti allo stesso modo: «I 150 crediti complessivi in tre anni sono lo standard, ma il fabbisogno varia in funzione delle situazioni individuali. I crediti - spiega Bovenga - vanno prodotti in un range che va da un minimo del 50% del fabbisogno annuo ad un massimo del 150% (cioè da 25 a 75/anno in caso di obbligo formativo individuale di 150 crediti ndr), e pure nel triennio 2014-16 si potrà ottenere una riduzione fino a 45 punti se nel triennio precedente sono stati raccolti oltre cento crediti, fino a 30 se ne sono stati raccolti tra 51 e 100, e solo entro 15 crediti se si è ottenuto un punteggio inferiore a 50; inoltre si tiene conto degli esoneri e delle esenzioni; per ciascuna situazione è previsto un tempo entro il quale il "sistema" aspetta il professionista». La banca dati Cogeaps contiene 250 milioni di crediti maturati dal 2002, ma per i fabbisogni formativi fanno testo i crediti ottenuti dal 2008 in poi. A trasmettere i crediti è il provider, il soggetto promotore della formazione che dal 2009 accredita direttamente gli eventi e trasmette i report dei crediti al Cogeaps e anche all'Agenzia per i servizi sanitari regionali-Agenas se il provider è accreditato al sistema nazionale o alla Regione se è accreditato presso di essa. «Di rado, può accadere che un professionista non ritrovi nella nostra banca dati traccia di un corso che ha seguito; in tal caso - dice Bovenga - anziché rivolgersi al provider, può segnalarlo direttamente al Cogeaps che va a verificare i motivi, a volte banali (esempio: errore nella trasmissione del codice fiscale) del mancato ingresso; in ultima ratio, ci facciamo inviare l'attestato e se il corso è correttamente frequentato ed accreditato inseriamo i crediti, coordinandoci con Ordini e Collegi. La nostra filosofia è che le eventuali disfunzioni del sistema, a qualsiasi livello, non deve scontarle il professionista».

Mauro Miserendino

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