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Politica e Sanità

12 Novembre 2014

Roma, farmacista integrato nella nuova mappa delle cure territoriali


Il pacchetto di misure previste per città di Roma, con 18 punti di medicina generale aperti 10 ore nei giorni festivi e nei fine settimana, nuove reti ospedaliere, di emergenza e cardiologica, e cinque Case della salute che apriranno dall'1 dicembre in cui i farmacisti avranno un ruolo innovativo, porterà vantaggi per tutto il sistema. Commenta così Antonino Annetta, vicepresidente Federfarma Roma, le iniziative presentate un paio di giorni fa dal sindaco Ignazio Marino e dal governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Ed è all'interno delle Case della salute che ai farmacisti verrà assegnato un ruolo innovativo nella rete di assistenza sanitaria: un'assistenza farmaceutica domiciliare che, come spiega Annetta, «non comporta nulla di diverso da quanto il farmacista già fa all'interno della farmacia, solo che questa attività di counseling e assistenza al paziente verrà svolto a domicilio, a persone che non possono deambulare; inizialmente ai diabetici non autosufficienti e poi a cardiopatici e malati di patologie respiratorie».
«Il Lazio» prosegue «è l'unica Regione che ha previsto l'integrazione delle farmacie pubbliche e private nelle case della salute, con il decreto commissariale di Zingaretti di gennaio. Stiamo già lavorando con l'Asl di Frosinone, in quanto la prima casa della salute istituita nel Lazio è stata proprio quella di Pontecorvo; siamo alle battute finali e questo ci servirà come riferimento per le altre situazioni, man mano che si avranno nuove aperture a Roma e in tutto il territorio regionale». Quanto all'apertura degli ambulatori di medicina generale nei weekend, Annetta ritiene si tratti di un fatto molto positivo: «a Roma c'è almeno il 20% in più di farmacie aperte nei giorni festivi e il sabato pomeriggio rispetto al passato e una delle criticità è che non ci sono i medici di medicina generale che prescrivono, così l'unica possibilità di accedere a una visita medica sono gli ospedali o le guardie mediche; in questo modo si otterrà una completezza di gestione sanitaria tra medicina di base, farmacie e ospedali».

Renato Torlaschi

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