Mascherine, in Francia collera dei farmacisti: fornitura insufficiente. Lettera aperta
In Francia disorientamento tra i farmacisti in merito all'approvvigionamento e alla distribuzione di mascherine: la normativa prevede che tramite le farmacie si distribuiscano i dispositivi al personale sanitario
Anche in Francia c'è un grande disorientamento tra i farmacisti in merito all'approvvigionamento e alla distribuzione di mascherine. La normativa nazionale prevede infatti che tramite le farmacie si distribuiscano tali dispositivi (chirurgici) al personale sanitario presente sul territorio: medici, infermieri, farmacisti stessi. Ne abbiamo parlato alcune settimane fa su Farmacista33 e ora si cominciano a tirare le somme, come fa un articolo del Quotidien du Pharmacien: le forniture sono state finora largamente insufficienti rispetto alla gravità dell'emergenza Covid-19.
La lettera aperta di un farmacista
La lettera aperta di un farmacista e rappresentante di categoria del dipartimento dell'Indre sintetizza la situazione: «Oggi ho ricevuto cinquanta mascherine, per quattordici professionisti della sanità presenti sul territorio di mia competenza... Pensate davvero che questa elemosina ci consenta di proteggerci e di svolgere il nostro ruolo nei confronti della popolazione? La mia collera è proporzionale al mio smarrimento e alla mia angoscia per tutti i colleghi che si trovano nella mia stessa situazione».
Mascherine obbligatorie
Ad aggiungere ulteriore confusione - non diversa da quella creatasi in Italia - il cambiamento di rotta delle autorità sanitarie francesi sulla necessità che tutti i cittadini indossino le mascherine quando escono di casa. Un cambiamento di rotta suggerito, per la verità, dall'Organizzazione mondiale della sanità, che fino a pochi giorni fa si limitava a considerare necessaria l'adozione di mascherine chirurgiche per i pazienti fragili mentre oggi suggerisce misure di protezione più estese, anche attraverso mascherine non chirurgiche, se non artigianali. La cosa ha spinto molti pazienti, certificato medico alla mano, a recarsi in farmacia per chiedere, a buon diritto, dispositivi di protezione adeguati alla loro condizione. Nulla da fare, però, la posizione di sindacati e ordini dei farmacisti è stata molto chiara: le scorte di mascherine chirurgiche sono riservate ai professionisti della sanità e, di conseguenza, chi lavora dietro il banco «deve» opporre un garbato rifiuto ai cittadini, anche pazienti fragili, che ne facciano richiesta.
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A cura di Redazione Farmacista33
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