«Con la riapertura delle attività produttive avremo un probabile incremento di casi, dobbiamo farci trovare preparati, anche psicologicamente», il parere dell'esperto sulla Fase 2
«Con la riapertura delle attività produttive avremo un probabile incremento di casi. È inevitabile che questo accada, ma dobbiamo farci trovare preparati, anche psicologicamente. È un elemento da tenere presente che non deve creare isterismi. La pandemia di "spagnola" di cento anni fa causò decine di milioni di morti nel mondo, quella di oggi non è così letale perché abbiamo sistemi sanitari in grado di contrastarla. Ci sono due elementi che convivono, nel bene e nel male: stiamo evitando milioni di morti, però, allo stesso tempo, non siamo abituati ad accettare un rischio infettivo di questo tipo». Così Pierluigi Lo Palco, ordinario di Igiene a Pisa e consulente della Regione Puglia per l'emergenza Covid-19, nel corso del webinar sui "Nuovi modelli per la Governance delle cure", organizzato da Edra. A moderare l'ex ministra della Salute, oggi parlamentare, Beatrice Lorenzin, la quale in apertura del meeting virtuale pone un quesito cruciale: «Siamo in grado di riorganizzare e ridisegnare il nostro Sistema sanitario in vista della ripartenza dal 4 maggio, con uno sguardo al futuro, e quali sono le conseguenze socio-sanitarie ed economiche della pandemia?».
Affrontare la Fase 2 con armi adeguate
Lo Palco mette l'accento sulla necessità di affrontare la probabile seconda ondata del virus con armi adeguate: «È auspicabile che gli ospedali abbiano tratto insegnamento da queste terribili settimane e che la medicina del territorio svolga il suo ruolo di "sentinella" per individuare tempestivamente i nuovi focolai. Quanto alla cosiddetta patente di immunità non esistono ancora test sierologici validati». La Germania esempio virtuoso? «Il computo dei decessi non è ben chiaro con che criteri avvenga e, comunque, la Germania ha avuto più tempo per organizzarsi rispetto ad alcune regioni italiane, e, in questi casi, il tempo è tutto». Lo Palco nega infine che all'interno della comunità scientifica esistano ampie diversità di vedute, come i media voglio far credere: «Questo virus era sconosciuto e il mondo scientifico sta producendo veramente molto. Non fidiamoci di chi fa previsioni con certezza su quel che accadrà, ma basiamoci sempre sul ragionamento scientifico, che può dare delle opzioni alla politica; poi è la politica che prende le decisioni».
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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