Mascherine, nuovo accordo definisce calendario forniture e ristoro costi aggiuntivi fino a giugno
Dopo incontri serrati svoltisi negli ultimi giorni tra i rappresentati della filiera e il Commissario Arcuri, è stato raggiunto un nuovo accordo
Dopo incontri serrati svoltisi negli ultimi giorni tra i rappresentati della filiera e il Commissario Arcuri, è stato raggiunto un nuovo accordo, un apposito Addendum, che definisce le modalità con cui farmacie e parafarmacie verranno costantemente approvvigionate di mascherine chirurgiche al prezzo massimo fissato di 0,50 euro più Iva e le attività di ristoro e liquidazione di eventuali costi aggiuntivi sostenuti per approvvigionarsi di mascherine.
Ristoro dei costi aggiuntivi
L'Addendum stabilisce che per le attività di ristoro e liquidazione, il Commissario straordinario si impegna a corrispondere a favore delle farmacie e parafarmacie, il differenziale tra i costi sostenuti per approvvigionarsi di mascherine chirurgiche monouso, fino al 26 aprile 2020, e il prezzo di 0,40 euro per singola unità, in modo da assicurare la cessione al pubblico, verso il corrispettivo di 0,50 euro, a decorrere dalla mezzanotte del 26 aprile 2020 e fino all'esaurimento delle scorte di cui all'articolo 3. Tale previsione è altresì in vigore dalla mezzanotte del 13 maggio 2020 e fino al 30 giugno 2020. Anche per i Distributori è previsto il ristoro del differenziale tra i costi sostenuti per gli approvvigionamenti fino al 26 aprile 2020, in modo da assicurare la cessione a farmacie o parafarmacie al corrispettivo di 0,40 euro, a decorrere dalla mezzanotte del 26 aprile 2020 e fino all'esaurimento delle scorte. Sono previsti gli stessi termini: dalla mezzanotte del 13 maggio 2020 e fino al 30 giugno 2020
Impegno dei distributori a consegnare secondo calendario
Un allegato all'Addendum stabilisce che le associazioni dei distributori si impegnano ad assicurare, in attuazione dell'addendum al protocollo, al prezzo di 0,46 euro una quantità di mascherine chirurgiche (delle quali è stata già avviata la verifica delle certificazioni strumentali alla loro immissione in commercio sul territorio nazionale) che perverranno nelle farmacie e parafarmacie, per il tramite dei relativi distributori, secondo il seguente calendario: - 4 milioni nella settimana 18 - 24 maggio - 5 milioni nella settimana 25 - 31 maggio - 20 milioni nella settimana 1 - 7 giugno - 20 milioni con cadenza settimanale a partire dall'8 giugno.
Sempre nell'ambito dell'allegato è poi previsto che il Commissario straordinario si impegna ad integrare gli approvvigionamenti sopra indicati, con ulteriori mascherine chirurgiche, al prezzo di 0,38 €, che perverranno nelle farmacie e parafarmacie, per il tramite dei relativi distributori, secondo il seguente calendario: - 5 milioni nella settimana 11 - 17 maggio - 5 milioni nella settimana 18 - 24 maggio.
Riconosciuto impegno della categoria
"Il risultato ottenuto è il frutto di una costante attività svolta da Federfarma allo scopo di tutelare integralmente la categoria e di rendere nuovamente disponibili ai cittadini le mascherine chirurgiche in quantità sufficiente ad affrontare la Fase 2 dell'emergenza epidemiologica - scrive il sindacato in una circolare che comunica quanto accordato. "L'accordo odierno - si legge - è frutto, dunque, di un'azione silenziosa e di grande senso istituzionale dimostrata dalla Federazione, che, con grande pragmatismo, si è adoperata affinché venissero nuovamente attivati i necessari canali di approvvigionamento, anche grazie alla collaborazione con partner internazionali, in piena sinergia e comunione d'intenti con i rappresentanti della distribuzione".
Il Commissario straordinario Domenico Arcuri, in una nota ringrazia le associazioni dei distributori, delle farmacie (Federfarma e Assofarm) e delle parafarmacie, "ne apprezza l'impegno e la responsabilità dimostrato nella interazione con le Istituzioni e saluta con soddisfazione la ripresa degli approvvigionamenti da parte dei distributori che, che con l'integrazione predisposta dal Commissario, possono finalmente soddisfare le esigenze dei cittadini". «La chiarezza dell'accordo di questa mattina in cui tutti, responsabilmente, abbiamo assunto gli impegni che dovevamo, ci permette di concorrere alla soluzione di un'altra delle questioni più rilevanti della fase 2 dell'emergenza», ha concluso Arcuri.
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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