Mascherine, Cittadinanzattiva: tracciare il percorso per garantire trasparenza
Tracciare le forniture delle mascherine per sapere sempre dove si trovano come si fa per i pacchi postali. Lo chiede al commissario straordinario per l'emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, il segretario generale di Cittadinanzattiva-Tribunale dei diritti del malato (Tdm), Antonio Gaudioso: «Un sistema trasparente, accessibile a tutti, che consenta di avere informazioni in tempo reale ed evitare speculazioni di ogni tipo».
Dati certi e responsabilità chiare
Alla luce delle difficoltà che si incontrano nel trovarle nei punti vendita, spiega Gaudioso, «vogliamo sapere dove sono, chi le distribuisce fisicamente, chi le ha, con quale continuità vengono approvvigionati i depositi e quante ne vengono consumate. Credo sia una richiesta legittima, e sostenibile: abbiamo una app, Immuni, in grado di tracciare i movimenti delle persone, tracciare le mascherine è molto più semplice». E aggiunge: «Abbiamo bisogno di dati certi e che ciascuno prenda le sue responsabilità. È giusto pretendere la fiducia, ma bisogna anche guadagnarla, per tutte le risorse che saranno gestite in questa fase è necessaria la massima trasparenza. Un sistema di tracciabilità è fondamentale perché bisogna evitare, oltre alla speculazione economica anche quella politica. Non metto in dubbio ciò che dice il commissario Arcuri - conclude Gaudioso - ovvero che sono state messe in produzione milioni di mascherine, dobbiamo sapere però dove sono e dove vanno a finire. Dal momento in cui vengono messe a disposizione vogliamo sapere chi le acquisisce, chi le distribuisce. E nelle mani di chi arrivano, dato che dalle nostre verifiche in farmacie e supermercati sul territorio ci risultano ancora mancanti».
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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