Farmacista vaccinatore. Utifar: formazione accresce competenze. Stop a polemiche strumentali
Pensare alla formazione del farmacista per la somministrazione di vaccini significa accedere a nuove competenze che rendono la professione ancora più qualificata e al passo con i tempi
Pensare alla formazione del farmacista per la somministrazione di vaccini significa accedere a nuove competenze che rendono la professione ancora più qualificata e al passo con i tempi e che contribuiscono a una farmacia dei servizi capace, qualora venisse richiesto, di erogare la vaccinazione antinfluenzale e di aderire attivamente alle campagne di prevenzione, come già accade in moltissimi paesi europei. Si tratta di un cambiamento epocale e, proprio per questo, non sono mancate nei social media polemiche e incomprensioni anche tra colleghi, ma non confondiamo la formazione con altre questioni. Così Eugenio Leopardi, presidente di Utifar si inserisce nel dibattito acceso sul tema dei vaccini antinfluenzali in farmacia e della possibilità di affidare al farmacista la somministrazione a cittadini che non rientrano nell'offerta attiva.
Formazione valorizza professione e farmacia dei servizi
Utifar ha lanciato a fine agosto il percorso formativo Ecm "Il farmacista e le vaccinazioni", per il quale si avvale della collaborazione del Dipartimento di Scienza e Tecnologia del farmaco dell'Università degli Studi di Torino, per "offrire al farmacista un importante arricchimento delle proprie competenze professionali". «Sono convinto - afferma in una nota Leopardi - che questa sia un'ulteriore occasione per arricchire il curriculum professionale e per accedere a nuove conoscenze e competenze che contribuiranno a rendere la nostra professione ancora più qualificata ed al passo con i tempi. È evidente - aggiunge - che si tratta di un cambiamento epocale e, proprio per questo, non sono mancate nei social media polemiche e incomprensioni anche tra colleghi». Obiettivo del corso, si legge nella nota è "accrescere competenze professionali che fanno già parte del nostro bagaglio formativo e di affiancare ad esse competenze pratiche che, qualora ci venissero richieste dal Governo, ci troverebbero già pronti per dare quel contributo alla collettività che la farmacia non ha mai negato". Leopardi ribadisce che «contribuire a rendere il farmacista al passo con i tempi non significa imitare i medici o appropriarsi di mansioni che non ci appartengono. Al contrario, credo che il progetto debba essere condiviso con i medici e coordinato di comune accordo, al fine di garantire ai cittadini un servizio di vaccinazioni efficiente e capillare». Il corso formativo, prosegue, «fornisce competenze fondamentali per approcciarsi nel migliore dei modi a quella "farmacia dei servizi" prevista da una legge del 2009 e non ancora completamente attuata. È proprio per la sua valenza unicamente formativa che il progetto ha avuto il riconoscimento e il patrocinio di tutte le principali rappresentanze di categoria: Fofi, Federfarma, Fondazione Cannavò e Fenagifar». Utifar sottolinea "la valenza scientifica del progetto e stigmatizza chi, all'interno della categoria, è attratto unicamente da argomentazioni commerciali". «Concordo in pieno con quanti mi scrivono che non siamo nati per scimmiottare i medici, ma la nostra professionalità non può esprimersi unicamente attraverso il 2x3, nel praticare i fori ai lobi delle orecchie o nell'offrire in farmacia manicure e massaggi. Essere farmacia dei servizi, a mio avviso, significa rappresentare un avamposto sanitario dislocato sul territorio. Capace anche, qualora ci venisse richiesto, di erogare la vaccinazione antinfluenzale e di aderire attivamente alle campagne di prevenzione, come già accade in moltissimi paesi europei».
Temi aperti: protocolli, riconoscimento economico e tutela legale
Utifar precisa che "ad un aggravio di responsabilità e di mansioni dovranno corrispondere adeguati protocolli utili a garantire la sicurezza, sia in termini sanitari che lavorativi, necessari per consentire al farmacista di lavorare nella massima tranquillità. Bisognerà inoltre affrontare la questione di un miglioramento retributivo anche per quanto riguarda i collaboratori, che vanno responsabilizzati e gratificati nei giusti modi". «Non si può chiedere ai farmacisti - conclude Leopardi - di assumersi nuove responsabilità senza un adeguato riconoscimento economico e una precisa tutela legale. Ribadisco l'interesse di Utifar rispetto a questi temi e il nostro sforzo continuo nel sollecitare le varie parti coinvolte a trovare, in tempi stretti, le più opportune soluzioni. Utifar, in qualità di associazione scientifica, ha anzitutto a cuore la formazione del farmacista e, anche attraverso questo percorso formativo, si sta muovendo in questa direzione auspicando che, parallelamente, si risolvano le questioni normative e retributive che sono all'ordine del giorno. Ma non confondiamo la formazione con altre questioni e, soprattutto, evitiamo polemiche strumentali rispetto ad un progetto che rimane una possibilità facoltativa utile per accrescere la cultura personale e la professionalità individuale dei partecipanti. Stante l'elevato numero di iscrizioni al corso registrate nel mese di agosto, posso affermare che i colleghi hanno compreso lo spirito che muove questa ed altre iniziative di Utifar e stanno aderendo al progetto con il sano entusiasmo di chi punta alla formazione e all'accrescimento professionale».
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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