Vaccini anti-Covid, Europa non rinnova contratto con Astrazeneca. Nuovo accordo con Pfizer
La Commissione europea non ha rinnovato il contratto con Astrazeneca in scadenza alla fine di giugno per la fornitura di vaccini anti-Covid e ha stipulato un nuovo accordo con Pfizer
La Commissione europea non ha rinnovato il contratto con Astrazeneca in scadenza alla fine di giugno, per la fornitura di vaccini anti-Covid, una decisione attesa dopo che Bruxelles aveva avviato un'azione legale nei confronti dell'azienda. Forte dei contratti siglati con gli altri rappresentanti di Big Pharma considerati più affidabili, l'Europa si prepara a interrompere le forniture di Astrazeneca con la fine del semestre. «Non abbiamo rinnovato l'ordine dopo giugno. Vedremo cosa succederà», ha detto il commissario al Commercio interno, Thierry Breton. Ora, ha sottolineato il commissario, «abbiamo iniziato con Pfizer a lavorare con la seconda fase e i vaccini di seconda generazione».
Astrazeneca inaffidabile, ma vaccino «molto interessante e molto buono»
Sabato 8 maggio la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che la Commissione ha stretto un nuovo contratto con la Pfizer per la fornitura di 900 milioni di dosi del vaccino contro il coronavirus fra 2021 e 2023. Nel contratto è prevista anche un'opzione per l'acquisto di ulteriori 900 milioni di dosi e nel contratto è prevista anche un'opzione per l'acquisto di ulteriori 900 milioni di dosi. David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, ospite a "Che Tempo che Fa", ha confermato che «ci saranno nuovi contratti con altre aziende che si sono dimostrate più affidabili e che potranno, con un approvvigionamento sufficiente, essere all'altezza di un processo di vaccinazione anti Covid complessa che interessa 500 milioni di persone». Nessuna critica da parte di Breton sul vaccino Astrazeneca, che ha definito «molto interessante e molto buono», anche per le condizioni logistiche e le temperature a cui può essere conservato. All'azienda anglo-svedese viene contestato di non aver rispettato gli impegni in termini di fornitura. Nel primo trimestre dell'anno Astrazeneca ha consegnato alla Commissione europea un quarto delle dosi pattuite: 30 milioni invece di 120 milioni. Poi c'è stato il blocco delle somministrazioni deciso per alcuni giorni dall'Ema, in seguito rientrato, ma alcuni Paesi lo hanno definitivamente sospeso. Bruxelles ha dunque deciso di scommettere su altri produttori ritenuti più sicuri e in grado di soddisfare il fabbisogno dei 27 nella seconda parte dell'anno. Anche in Italia, peraltro, la fiducia nel siero Astrazeneca è quanto mai altalenante: oltre un milione e mezzo di dosi si trovano ancora conservate nei frigoriferi e ne sono state somministrate il 77% di quelle consegnate. Pfizer si attesta invece al 94% e Moderna al 73%.
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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