Fascicolo sanitario elettronico e assistenza domiciliare. Speranza: potenziamento con risorse da Pnnr
C'è un investimento da 1,67 miliardi di euro per il potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico e 4 miliardi per l'assistenza domiciliare
C'è un investimento da 1,67 miliardi di euro per il potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico e per raccolta, elaborazione e analisi dei dati, affinché faccia il salto definitivo a uno strumento importante. Lo ha affermato il ministro della Salute, Roberto Speranza, in audizione in commissione Federalismo fiscale sullo stato di attuazione e sulle prospettive del federalismo fiscale, anche con riferimento ai relativi contenuti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Ministro: investiamo 1,67 miliardi nel Fse e gestione big data
«Stiamo lavorando al potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico e di raccolta, elaborazione ed analisi dei dati. Su questo investiamo 1,67 miliardi e ci auguriamo faccia fare il salto definitivo a uno strumento importante. Il cuore dell'operazione della sanità digitale, la vera ricchezza del Servizio sanitario nazionale, oggi è la mole dei dati a disposizione, che consente un'operazione di analisi e la costruzione di modelli predittivi che possono fare capire in anticipo la tendenza epidemiologica del Paese e le priorità su cui investire» ha affermato il ministro. Per l'ammodernamento tecnologico e digitale, ha detto ancora il ministro, «si fa una grande operazione con un investimento di 4 miliardi di euro volti a modernizzare tutte le attrezzature dei presidi sanitari ad alta complessità che abbiano più di 5 anni. Ciò consentirà di ridurre anche il livello di disuguaglianza tra i territori, non solo tra Nord e Sud ma anche all'interno della stessa Regione»
Assistenza domiciliare, la casa come luogo di cura
«Dei 20 miliardi del Pnrr ben 4 miliardi noi li mettiamo sull'assistenza domiciliare con l'obiettivo di immaginare che la casa diventi il primo luogo di cura - ha aggiunto. - Il paradosso dell'Italia di oggi è che siamo uno dei Paesi, grazie anche al nostro servizio sanitario nazionale, alla qualità della vita e alla qualità delle nostre cure, con il maggior numero di anziani a livello mondiale. L'aspettativa di vita del nostro Paese è tra le più alte del mondo e d'Europa: nonostante ciò, noi avevamo fino a un anno fa dei dati di copertura domiciliare per le persone sopra i 65 anni molto molto basse: la media dei paesi Ocse è il 6% della copertura delle persone sopra i 65 anni con assistenza domiciliare, in Italia eravamo al 4%, cioè sotto la media Ocse. Abbiamo fatto un importante investimento sul decreto rilancio che ci ha portato al 6,7%, quindi da -2 a +0,7. I migliori esempi in Europa ad oggi sono Germania e Svezia con circa il 9% di assistenza domiciliare per le persone sopra i 65 anni: con questi 4 miliardi che noi mettiamo in campo il nostro obiettivo è diventare il primo Paese d'Europa per assistenza domiciliare con una cifra che sia superiore al 10%». L'operazione di riforma del Servizio Sanitario nazionale del futuro «ha un impatto sui territori e non vi è dubbio che su questo sia fondamentale un'interlocuzione costante con le Regioni, con cui stiamo facendo un lavoro di coordinamento costatante». Ma, oltre al ruolo preminente delle Regioni per le funzioni costituzionali che ricoprono rispetto alla materia della sanità, «vi è un ruolo importante dei Comuni, soprattutto per quanto riguarda il sociale. L'obiettivo di portare l'assistenza sanitaria sul territorio - ha aggiunto - si incrocia con il welfare e quindi c'è bisogno anche di un coinvolgimento molto forte dei Comuni».
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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