Ccnl, farmacisti non titolari: ipotesi siglata non soddisfa richieste. Ecco le criticità segnalate
Non è positivo il giudizio dei farmacisti non titolari rappresentati dal Sinasfa che in una nota stampa segnala le criticità presenti nell'ipotesi di rinnovo del contratto nazionale di categoria a cominciare dall'aspetto economico
Non è positivo il giudizio dei farmacisti non titolari rappresentati dal Sinasfa che in una nota stampa segnala le criticità presenti nell'ipotesi di rinnovo del contratto nazionale di categoria a cominciare dall'aspetto economico: "l'ultima tabella economica è del 2011, lo stipendio è fermo da 10 anni e tutto intorno è aumentato". Questa una delle obiezioni che arriva dal sindacato dei non titolari contenuta in una disamina di quanto è stato siglato nei giorni scorsi dalle parti sociali
Aumento, comparto commercio e permessi retribuiti
Per il Sinasfa l'aumento di 80 euro lordi non è soddisfacente: "Il nostro stipendio è fermo e tutto intorno a noi è aumentato. Il prossimo contratto se va bene sarà firmato tra sette o otto anni, per cui questi 80 euro sono il nulla assoluto anche rispetto a tutti i soldi che abbiamo perso in questi nove anni di assenza di rinnovo". Ma ci sono anche gli aspetti professionali. Il Sinasfa ricorda che il Ccnl ricade nel comparto del commercio, diversamente da come chiesto di "passare al comparto della sanità privata". Eppure, si legge nella nota "organizzano una figura dedicata alla farmacia dei servizi. Sul fronte dei permessi retribuiti, per i quali, è "confermato il diritto per i lavoratori in forza, e si introduce un criterio di maturazione progressiva per i nuovi assunti", il Sinasfa sostiene che "con questa norma esiste il rischio concreto che per le assunzioni si possano preferire farmacisti che per almeno 6 anni non abbiano il 100% dei permessi retribuiti e che i colleghi che cambieranno farmacia, senza avere ancora sei anni di anzianità, si ritroveranno ad avere meno ore di permessi" Quanto alla prevista riforma dell'Ente Bilaterale, "secondo criteri di efficienza e certezza di prestazioni" con un finanziamento "ripartito tra datori di lavoro e dipendenti" il Sinasfa pone il dubbio su come questo prelievo che sarà fatto: "probabilmente dalla nostra busta paga, sarà fatto d'ufficio direttamente o dovremo dare il nostro consenso? Obbligatorio o su base volontaria?".
Somministrazione vaccini: covid, influenza o entrambi?
Per quanto riguarda il capitolo vaccini, "non si specifica se covid, influenza o entrambi. Attenderemo anche in questo caso ulteriori dettagli anche se abbiamo più volte espresso la nostra opinione in proposito. Nessuno è obbligato a somministrare vaccini, ognuno è libero di fare quello che vuole assumendosene la responsabilità e rispondendone personalmente nel caso ci fossero problemi, anche perché al momento non abbiamo letto di alcun "scudo penale" per la somministrazione dei vaccini per l'influenza" e, si sottolinea "con un compenso di due euro lordi a somministrazione". Per il Sinasfa per "vista l'ipotesi di contratto e il mancato passaggio di comparto, bisogna smetterla di essere disponibili e fare qualsiasi cosa che ci venga richiesta che non sia obbligatorio fare. Tutti decidono per noi - è il commento finale - come se noi non esistessimo, solo questo basta per farci capire che siamo due categorie distinte e separate Titolari e Non titolari e come tali dobbiamo organizzarci per riequilibrare questo sistema che ci mortifica e che continuerà a farlo, se non ci diamo da fare, per tutta la nostra vita lavorativa".
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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