Farmacista nutrizionale, ruolo nel post-Covid: evoluzione normativa. A maggio congresso Afen
Il 14 e 15 maggio 2022 si svolgerà il Congresso nazionale di Afen incentrato sull'intervento nutrizionale del farmacista nel post-Covid
È stato spostato al 14 e 15 maggio 2022 il VI Congresso nazionale Afen dal titolo "L'intervento nutrizionale del farmacista nel post-Covid: dall'evoluzione normativa la risposta più efficace alle fragilità, alla prevenzione ed al bisogno di salute del cittadino". L'incontro tra professionisti, mondo della ricerca, rappresentanti di categoria ed aziende di settore, con l'obiettivo di fornire strumenti didattici ed aggiornamenti scientifici subito spendibili nella pratica professionale quotidiana, si sarebbe dovuto tenere a Roma in questo fine settimana, ma a causa del crescente numero di contagi da Covid 19 e dei conseguenti carichi di lavoro gravante sulle farmacie e parafarmacie, è stato rinviato.
Evoluzione professionale passa da ampliamento dei saperi e certificazione delle competenze
Il processo di evoluzione della professione farmaceutica passa attraverso l'ampliamento dei saperi e la certificazione delle competenze. Ne è la conferma, scrive il presidente Afen Domenico Pompei, "la possibilità di somministrare vaccini ed eseguire test antigenici rapidi, dopo aver ottenuto una specifica abilitazione, recentemente attribuita al farmacista, ne è una conferma ed un modello da seguire e perseguire anche in altri ambiti di nostra pertinenza". Anche le "lauree abilitanti" aggiunge "dovranno necessariamente adeguare i percorsi di studio alle mutate esigenze di una popolazione sempre più esigente e sensibile ai temi della salute e della prevenzione e la nutrizione, con tutti i suoi aspetti, dovrà rappresentare una base culturale imprescindibile per tutti i farmacisti". "La pandemia da Covid 19 ha dimostrato la centralità del servizio farmaceutico territoriale, che se da un lato ha retto perfettamente all'impatto, dall'altro ha fatto comprendere sempre più il ruolo fondamentale del farmacista, non più identificato come semplice dispensatore del farmaco, ma piuttosto come professionista sanitario dalle molteplici competenze". Inoltre, "anche le indagini sociologiche confermano quella che per molti di noi è più di una semplice impressione: il cittadino italiano immagina un servizio farmaceutico territoriale sempre più orientato ai servizi, alla prevenzione e alla soluzione delle problematiche più comuni, riconoscendo al farmacista la capacità di sostegno nelle situazioni di maggiore difficoltà". Conclude Pompei: "Non possiamo disperdere il credito di fiducia che abbiamo recentemente riacquisito, se mai lo avessimo perduto, soprattutto per un senso di dovere nei confronti delle fasce di popolazione più fragili, che purtroppo hanno sofferto e soffrono maggiormente le recenti defezioni di alcuni professionisti sanitari".
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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