Parafarmacie, Unaftisp: polemica su tamponi evidenzia urgenza di soluzioni strutturali
Unaftisp, entra nel dibattito sulla possibilità di fare i tamponi rapidi anche nelle parafarmacie e chiede soluzioni strutturali
«Le recenti polemiche scaturite dagli emendamenti presentati e respinti, nei vari provvedimenti, affinché i tamponi rapidi potessero essere esecutati anche in parafarmacia, evidenziano per l'ennesima volta, la necessità di mettere mano ad un provvedimento che guardi al superamento delle parafarmacie in quanto rappresentanti di un'attività monca rispetto alla professionalità che ci compete». Con questa riflessione Daniele Viti presidente Nazionale Unaftisp, che rappresenta i titolari di sola parafarmacia entra nel dibattito sulla possibilità di fare i tamponi rapidi anche nelle parafarmacie.
Viti: respinte le nostre proposte emendative e legislative
«Innumerevoli sono stati i tentativi fatti affinché le istituzioni e la politica potessero dirimere questa eterna diatriba (parafarmacie-farmacie), - afferma Viti in una nota - ma i risultati si sono tradotti nel veder respinte di continuo, da parte di questi due soggetti, le nostre proposte sia emendative che legislative, senza prendere lontanamente in considerazione la necessità di una presa d'iniziativa costruttiva al fine di risolvere il problema e restituire pari dignità professionale ai farmacisti titolari di parafarmacia oramai prossimi al collasso economico» Nel merito della questione tamponi rapidi dice: «Una piccola boccata d'ossigeno i tamponi l'avrebbero data alle nostre attività, nonostante avrebbe favorito le c.d. catene di parafarmacie rappresentate dalle Gdo (orientante al mercato e non alla salute del cittadino). Certamente non sarebbe stata questa goccia nell'oceano, a cui noi teniamo professionalmente, a risolvere la dicotomia creata dalla politica e che la politica deve occuparsi di risolvere, Gdo (dai fatturati invidiabili) e chi, non farmacista, desidera speculare su questo settore designando così la nostra "morte" ad opera loro e delle società di capitali che stanno acquisendo, con la l. 124, molte delle farmacie presenti sul territorio nazionale favorendo, ulteriormente, una logica commerciale del farmaco: un bene per la salute pubblica, non misurabile con le esigenze di magazzino».
Qualsiasi soluzione al ribasso rinvia ulteriormente il problema
Da qui la richiesta di attenzione a Istituzioni e politica, «affinché si adottino soluzioni strutturali che consentano ai farmacisti titolari di parafarmacia di tornare a svolgere il proprio lavoro che deve essere definito, una volta per tutte, al netto di qualsiasi mortificazione per la nostra professione. Qualsiasi altra "soluzione al ribasso", dovesse anche passare per l'esecuzione di nuovi servizi, non farebbe che rimandare ulteriormente il problema, frustrando per l'ennesima volta le legittime aspirazioni dei colleghi».
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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