Covid, verso rimodulazioni delle regole. Speranza: con vaccini si va verso nuova fase
La curva dei contagi si flette verso il basso, i dati sono incoraggianti. Continuare percorso verso normalità con il ripristino delle attività e una rimodulazione delle regole
Dopo molte settimane in Italia la curva dei contagi si flette verso il basso, i dati sono incoraggianti e l'auspicio è continuare percorso verso normalità con il ripristino delle attività "a cui tutti vogliamo tornare nel più breve tempo possibile". A fare un punto sulla situazione pandemica è il ministro della Salute Roberto Speranza, intervenuto all'inaugurazione dell'Anno accademico 2021-2022 dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
Grazie ai vaccini si va in una fase diversa
«Guardiamo alle prossime settimane con maggiore fiducia - ha detto il ministro - e lo facciamo soprattutto perché abbiamo finalmente una percentuale molto alta di persone che hanno scelto la strada del vaccino come leva fondamentale per affrontare questa stagione così difficile. Dopo molte settimane, tutt'altro che semplici, finalmente vediamo anche nel nostro Paese la curva piegarsi. I dati delle ultime settimane sono incoraggianti - ha confermato - e l'auspicio è che, su questo terreno, i giorni che arriveranno possano essere ancora giorni caratterizzati da un ripristino delle attività a cui tutti vogliamo tornare nel più breve tempo possibile. Sono state somministrate altre 132 milioni di dosi di vaccino. Questo ci sta portando in una fase diversa e questo avviene perché siamo un grande Paese. Solo un grande Paese può somministrare 132 milioni di dosi: il 91% della popolazione sopra i 12 anni ha ricevuto la prima dose e siamo in condizione per lavorare a una fase diversa».
Sileri: prima le mascherine poi il green pass
A parlare di ritorno alla normalità è anche il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri che ha tracciato l'ipotesi di un percorso graduale: «Piano piano togliamo le regole. Il Green pass potrà essere una delle ultime che potrà essere tolta. Oggi stiamo parlando tra noi con la mascherina, al chiuso. Io vedrei prima una rimozione della mascherina al chiuso. Ancora prima rivedrei le regole per i positivi asintomatici. E piano piano così, fino a una completa normalità». E nello specifico sul green pass ha aggiunto: «Io credo sia prematuro oggi parlare di eliminazione del Super Green pass, ma una rimodulazione può essere necessaria. Sono stato uno dei sostenitori del Green pass fin da subito. Credo che questa diversa circolazione del virus, con la variante Omicron che sembra essere meno aggressiva contro il polmone, e agisce su una popolazione largamente vaccinata, ci pone dinanzi alla necessità di una rimodulazione di ciò che abbiamo fatto». E sui tempi ha precisato: «Intanto osserviamo i dati, vediamo se nascono nuove varianti altrove nel mondo, proseguiamo con la campagna per la terza dose. Poi una rivalutazione potrà essere fatta - ha spiegato - Sicuramente il Green pass non può essere qualcosa di eterno. Non è un passaporto che ha la durata di 10 anni. Un ritorno alla completa normalità, dove per normalità si intende anche prima o poi la rimodulazione o la rimozione del Green pass. Certo, non lo farei ora. Oggi è francamente prematuro».
Ricciardi: Green pass e vaccini perno della normalità
Il Green pass serve ancora e insieme alla vaccinazione «deve diventare uno dei due perni della nuova normalità. Se li togliamo, siamo a rischio» ha dichiarato Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza e professore di Igiene all'università Cattolica di Roma in un'intervista a La Repubblica. «Sarebbe la terza volta che facciamo lo stesso errore, il terzo anno in cui pensiamo che tutto sia finito e poi ci troviamo con la curva che risale. Deve essere chiaro a tutti: il virus circola ed è temibile. Per tutto questo 2022 obbligo e Green Pass vanno mantenuti. Siamo ancora in un anno di passaggio. Va visto cosa succederà ad ottobre per capire se il virus si ripresenterà e con quale veemenza, così è fondamentale avere già attivi gli strumenti che ci permettono di combatterlo nel modo più efficace». E ha aggiunto: «Il virus non scomparirà: una nuova malattia si è aggiunta a quelle che già conoscevamo. Ed è molto più grave dell'influenza. Non dobbiamo pensare che sia tutto finito - avverte - Certo, i risultati raggiunti devono soddisfarci, ma il virus continua a circolare e ci vuole ancora attenzione: abbassare le difese rende possibile un ritorno di fiamma dell'epidemia. L'obbligo, in questo momento, è funzionale a evitare questo ritorno. Ci sono ancora 5 milioni di non vaccinati che tengono alto il numero dei morti. Per loro il virus resta molto temibile». E per quanto riguarda la quarta dose ha aggiunto: «È plausibile con richiami periodici. Non è detto che debba avvenire con cadenza annuale, bisogna aspettare i dati. Sicuramente si dovrà partire dai fragili, ma poi, con ogni probabilità, lo dovremo fare tutti».
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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