Piani terapeutici in Note Aifa, Mmg chiedono l’abolizione. Le criticità segnalate
L'ordine dei medici di Milano chiederà l'abolizione dei Piani per i nuovi anticoagulanti orali (nota 97) e per gli eventuali ulteriori piani terapeutici
All'Ordine dei Medici di Milano è passata una mozione che sottolinea l'inutilità del piano terapeutico stilato dal medico di famiglia. Il Consiglio ha incaricato il Presidente Roberto Carlo Rossi di chiedere in tutte le sedi l'abolizione dei Piani per i nuovi anticoagulanti orali (nota 97) e per gli eventuali ulteriori piani terapeutici che il Mmg potrebbe dover stilare in rapporto alle nuove note AIFA. Una posizione che farà discutere, in quanto parte dall'assunto che la compilazione del piano per il medico è un'auto-limitazione e come tale è inutile, anzi fa perdere tempo pure ai pazienti in sala d'attesa. Vediamo da cosa nasce.
Note Aifa e rinnovo dei piani terapeutici attivi
Nel 2021 sono avvenuti alcuni cambiamenti nella potestà prescrittiva del Mmg, a tutta prima a lui favorevoli. La Nota AIFA 99 ha eliminato i piani terapeutici per le associazioni di broncodilatatori LABA+LAMA. La Nota 97 sugli anticoagulanti orali, prima solo ospedalieri, consente ora anche al Mmg e agli altri specialisti del servizio sanitario in emergenza di rinnovare i Piani in uso o di prescrivere nuovi trattamenti compilando una scheda cartacea di valutazione, prescrizione e follow-up. La scheda cartacea, per inciso, è protagonista pure nelle prescrizioni in nota 100 - antidiabetici come glifozine, incretine, gliptine, associazioni di questi farmaci con insuline o metformina - oggi eseguibili dal medico di famiglia (occhio, l'associazione glifozine+gliptine resta specialistica). Tra i vari form da compilare, il Piano terapeutico presenta per Rossi una complicazione e una contraddizione.
Le criticità segnalate dai medici
La complicazione è che gli attuali piani su carta sono validi fino a giugno in forza dello stato di emergenza ma da quel mese dovrebbero trasferirsi on line, lo stesso Rossi conferma che le regioni stanno "settando" i portali: «I medici di famiglia devono ulteriormente prepararsi a questo aggravio burocratico; molti specialisti sanno di poter delegare loro le prossime proroghe e l'adempimento sarà elettronico con un grado di semplicità tutto da scoprire». E veniamo alla contraddizione. Nel portale "Tessera Sanitaria", quando si spiega che l'informatizzazione dei PT serve ad uniformare i dati delle tre tipologie di piano oggi esistenti (generico per i farmaci rimborsati dal SSN; AIFA per indicazioni individuate dall'Agenzia del farmaco; Web based per 10 principi attivi), si afferma che il Piano prescritto dallo specialista "consente di garantire al paziente la continuità terapeutica ospedale-territorio" per alcuni medicinali, nonché di "limitare l'uso a quei farmaci ritenuti essenziali per singola patologia e rimborsabili da parte del Servizio Sanitario Nazionale". «In pratica -osserva Rossi - il medico specialista pone dei limiti all'attività di un medico che si presume - anche se a torto - meno preparato o per portare scelte terapeutiche innovative sul territorio, o per limitare il consumo di farmaci costosi. Una delle due logiche del piano è la limitazione alla prescrizione. Che già sussiste nelle note limitative AIFA, e in esse dovrebbe esaurirsi». «Alcuni rappresentanti dei Mmg, per motivi anche legati ad una maggiore accessibilità della prestazione in tempi di Covid, sono andati a chiedere di prescrivere loro i PT: in pratica, di porsi essi stessi delle limitazioni e il Ministero della Salute lo ha concesso. Ma a questo punto - si chiede Rossi- che senso ha che una categoria riconosciuta titolare di conoscenze adeguate a porsi dei limiti prescrittivi, dettagli tali limiti per iscritto?» Forse la parte pubblica ha bisogno di un registro delle prescrizioni, «ma i sistemi sanitari regionali sono già in grado di processare classificare e categorizzare tutte le prescrizioni on line. E anche quando quei processi amministrativi richiedessero del tempo, spettano ad altri! Non è giusto che si scarichino sull'assistenza che il medico fornisce ai pazienti nelle ore di studio, che prendano il tempo che ci serve per aiutare la gente a stare meglio. Come già succede, e non se ne può più, per le connessioni con più portali tra Inail (rivisto a fine aprile), malattie infettive, vaccini». Ultima domanda: perché proprio un ordine contro i piani terapeutici Rossi sottolinea come Milano sia in prima linea da sempre sul fronte anti-burocrazia. «Nel 2005 Roberto Anzalone presidente Omceo sottolineava che gli sprechi si evitano dando tempo al dialogo con il paziente e non inserendo in convenzione vincoli e punizioni ai medici che non si adeguino all'uso di protocolli; per far valere tale punto di vista, spiegava Anzalone, serve l'Ordine in trattativa a Roma con la Sisac. Non se ne fece nulla. Oggi i sindacati scioperano contro la burocrazia e contro l'accordo nazionale, ma quando a seguito della convenzione 2005, nel 2009 furono indagati mille medici per un "ammanco" cadauno fino a 250 mila euro evidenziato dalla Corte dei Conti lombarda, quando cioè tutti i problemi iniziarono, una sola sigla sfilò, Snami, e un solo Ordine la appoggiò. A Milano».
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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