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20 Giugno 2022

Farmaceutica, Efpia: Europa non perda leadership nell'innovazione


L'Europa ha bisogno di un vivace ecosistema di ricerca per assicurarsi e rafforzare la sua posizione di leader nell'innovazione sanitaria


Le recenti crisi sanitarie e sociali hanno messo in evidenza la fondamentale necessità per l'Europa di assicurarsi e rafforzare la sua posizione di leader nell'innovazione sanitaria e se Commissione europea lavora alla revisione del regolamento farmaceutico, è necessario garantire che l'Europa abbia un corretto e funzionale ecosistema per favorire i migliori trattamenti ai pazienti. La sfida per i prossimi decenni non è se avverrà l'innovazione medica, ma dove avverrà. A lanciare al provocazione e a fare il punto è un recente articolo a firma di Hubertus von Baumbach, Presidente di EFPIA (Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche).

Solo un quinto dei trattamenti innovativi arriva da paesi europei

Von Baumbach sottolinea che nel secolo scorso, l'Europa è stata la "sala macchine" del mondo per l'innovazione farmaceutica. Nuovi trattamenti per tumori, malattie cardiovascolari, malattie infettive e condizioni neurologiche sono stati scoperti, sviluppati e forniti per la prima volta proprio nelle nostre regioni. Purtroppo, non è più così: oggi solo un quinto dei trattamenti innovativi arriva dai nostri paesi. Mentre l'UE riesamina il proprio quadro politico farmaceutico, è giunto il momento di avviare l'inversione di tendenza, ripristinando la posizione dell'Europa come leader nella scoperta, nello sviluppo e nella fornitura di nuovi strumenti diagnostici, trattamenti e vaccini. Guidare l'innovazione non è una questione di prestigio, ma un servizio fondamentale ai nostri pazienti, che necessitano di nuovi trattamenti e di prima qualità.
L'assistenza ai pazienti è ciò che guida il settore farmaceutico e l'innovazione non è un concetto astratto: significa nuove diagnosi, cure e vaccini in grado di trasformare la vita delle persone e proteggere intere popolazioni e le prospettive dei pazienti sono migliorate nel tempo, grazie ai centri di ricerca e sviluppo. Per malattie come il cancro, la ricerca clinica costituisce un percorso fondamentale per quella parte di popolazione che non può essere aiutata attraverso le terapie convenzionali. La prossimità e l'efficienza dei nostri centri di ricerca offrono sicuramente una maggiore possibilità di accesso alle ultime innovazioni nella cura dei tumori, ad esempio attraverso gli studi clinici. Sfortunatamente, in Europa la quota dell'attività di sperimentazione clinica globale è in calo.

Creare un ecosistema di ricerca dinamico e in rete

Per cambiare questa situazione, l'Europa ha bisogno di un ecosistema di ricerca dinamico e in rete, che non solo migliori l'assistenza ai pazienti, favorisca la performance economica e la resilienza, ma favorisca anche ulteriormente l'efficienza dei sistemi sanitari. La base scientifica c'è: il 20,8 per cento delle pubblicazioni scientifiche mondiali proviene da ricercatori europei, mettendo l'Europa dietro la Cina (circa il 21%) e, addirittura, davanti agli Stati Uniti (circa il 17%)). I responsabili politici europei hanno l'opportunità di creare il giusto quadro per trasformare quei risultati accademici in innovazioni applicate che raggiungano i pazienti, ristabiliscano l'Europa come leader e, non ultimo, rafforzino l'indipendenza dell'Europa. In caso contrario, i nostri paesi perderanno ulteriormente terreno in un momento in cui l'autonomia strategica, anche sanitaria, è in cima all'agenda di qualsiasi governo mondiale.
Per fare un esempio, la resistenza antimicrobica (AMR) provoca circa 700.000 decessi all'anno in tutto il mondo e entro il 2050 potrebbe causare 10 milioni di eventi fatali, rendendo questa criticità potenzialmente più mortale del cancro. Oggi facciamo affidamento sulla disponibilità di antibiotici efficaci per consentire qualsiasi intervento medico, dall'estrazione del dente del giudizio al trapianto di organi, fino alla chemioterapia. Eppure, negli ultimi 35 anni non sono stati sviluppati nuovi antibiotici. Abbiamo bisogno di uno sforzo collettivo urgente per combattere questa minaccia emergente. L'industria ha preso l'iniziativa. Qualcosa si sta facendo: ad esempio l'AMR Action Fund ha impegnato più di 1 miliardo di dollari per immettere sul mercato nuovi farmaci efficaci. Tuttavia, non esiste un mercato sostenibile degli antibiotici che possa coprire tutti gli investimenti necessari. E nonostante gli enormi costi sociali dell'AMR, i nostri sistemi sanitari non riconoscono il valore dei nuovi antibiotici. Tutto questo ha necessariamente bisogno di una forte consapevolezza e azione dei governi mondiali.
Alcuni paesi membri dell'UE hanno già in atto strategie in materia di scienze della vita, compresi obiettivi di investimento ambiziosi.

Nuove opportunità dal prossimo pacchetto di revisione farmaceutica

Il prossimo pacchetto di revisione farmaceutica offre all'UE un'opportunità unica per superare seri ostacoli alla forza innovativa del settore sanitario europeo. Ciò include, ad esempio, una forte protezione della proprietà intellettuale per i ricercatori e un approccio favorevole all'innovazione e all'accesso a farmaci innovativi per i pazienti e, di conseguenza, forti effetti anche sulle economie europee. Le attività delle aziende farmaceutiche già contribuiscono all'economia europea con oltre 100 miliardi di euro di investimenti, con ulteriori 106 miliardi di euro forniti attraverso la catena di approvvigionamento e la spesa sul personale. Questi numeri rappresentano il contributo più elevato alla bilancia commerciale dell'UE di qualsiasi altro settore high-tech. Le scelte odierne dei responsabili politici europei definiranno il futuro della nostra innovazione. Tutte le parti interessate dovrebbero essere pronte a collaborare per affrontare le criticità in modo innovativo, salvaguardando allo stesso tempo la capacità dell'Europa di scoprire, sviluppare e fornire i futuri trattamenti.
La risposta collettiva globale alla pandemia da COVID-19 ha mostrato quanto siano importanti la rapidità dell'innovazione, la cooperazione e la risolutezza, ed i risultati sono arrivati. Possiamo farlo di nuovo, riprendendo il controllo della "sala macchine" dell'innovazione mondiale. Abbiamo il know-how e le capacità per farlo, per i tanti pazienti che saranno in futuro aiutati da nuove cure e farmaci.

Cristoforo Zervos

TAG: EUROPA, INNOVAZIONE FARMACEUTICA, EFPIA

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