Malattie autoimmuni. Counseling del farmacista per gestire i sintomi
Spesso le malattie autoimmuni possono essere caratterizzate da riacutizzazioni. Per contrastarle può essere utile fare attenzione allo stile di vita su cui il farmacista può offrire un counseling
Restare attivi facendo regolare esercizio fisico, dormire bene e in modo sufficiente, ridurre lo stress e stare attenti a dieta e nutrizione: sono alcuni dei consigli che il farmacista può dare ai pazienti che soffrono di malattie autoimmuni. A parlarne è un articolo su PharmacyTimes che spiega le strategie che potrebbero aiutare questi pazienti cronici.
Le malattie autoimmuni: le terapie farmacologiche
Il sistema immunitario agisce, normalmente, in modo armonico per mantenere le persone in salute. Tuttavia, anche questo complesso sistema può sbagliare. Così, le malattie autoimmuni si manifestano proprio quando il sistema immunitario attacca, in modo errato, l'organismo, causando infiammazione e danneggiandolo. Le malattie autoimmuni differiscono per aree interessate e per il decorso della patologia, che può essere cronico o caratterizzato da riacutizzazioni. In generale, comunque, per trattare queste malattie ci sono farmaci che sopprimono l'attività del sistema immunitario, anche se questi medicinali, di contro, portano a un indebolimento del sistema di difesa dell'organismo che mette a rischio di infezioni da patogeni esterni. Oltre a questi medicinali, gli antinfiammatori steroidei e non steroidei possono essere utili per contrastare l'infiammazione e alleviare il dolore.
Controlli regolari e attenzione allo stile di vita
Minimizzare i danni e rallentare la progressione sono, dunque, gli obiettivi dei trattamenti, per cui è importante sottolineare con il paziente di controllarsi regolarmente con lo specialista, per monitorare la progressione della malattia ed eventualmente modificare i piani di trattamenti. Ci sono, poi, delle strategie a livello di stile di vita che possono aiutare i pazienti. Dal momento, per esempio, che le malattie autoimmuni possono causare infiammazione cronica, la qualità del sonno è fondamentale per contrastare questo effetto. Per questo, si può consigliare ai pazienti di spegnere gli apparecchi elettronici qualche ora prima di andare a dormire, così come cercare di mantenere una routine anche nei fine settimana. Meglio, poi, un ambiente al buio e tranquillo, ricorrendo anche ai tappi per le orecchie, se ce n'è bisogno. Da evitare, invece, sostanze come nicotina, alcool e caffeina che possono ridurre la qualità e la quantità del sonno.
Attività fisica, ridurre lo stress e dieta antiinfiammatoria
Un'altra strategia da consigliare è quella di restare fisicamente attivi. Anche se alcuni sintomi delle malattie autoimmuni includono stanchezza e dolore o rigidità articolare, l'esercizio fisico regolare può aiutare a mantenere la motilità, migliorare la flessibilità e ridurre la stanchezza. Tuttavia, pur essendo i potenziali benefici significativi, l'esercizio è da evitare durante le riacutizzazioni e deve essere adattato alle capacità funzionali e alla specifica malattia autoimmune. In ultimo, è importante ridurre lo stress, che può avere essere negativi sull'organismo e scatenare riacutizzazioni delle malattie autoimmuni. Per farlo, si possono praticare tecniche di rilassamento, ma anche partecipare a gruppi di supporto. Seguire una dieta antinfiammatoria, infine, può essere un alto modo per ridurre l'impatto delle malattie autoimmuni. Generalmente, questi stili alimentari richiedono l'assunzione di calorie da prodotti non animali come olio d'oliva, cereali e vegetali a foglie verdi e carne in minore quantità. Di contro, sono da evitare cibi fritti, carni processate e zuccheri, che possono peggiorare lo stato infiammatorio.
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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