Covid-19. Sarilumab, il programma di sperimentazione clinica su casi gravi
Sono stati estesi in Italia e nell'Unione europea gli studi clinici sull'efficacia in pazienti in gravi condizioni da Covid-19 del farmaco contro l'artrite reumatoide sarilumab
Lo studio clinico, condotto da Sanofi e Regeneron Pharmaceuticals, Inc., nel progetto "Kevzara/Covid-19", è stato attivato per la prima volta a marzo negli Stati Uniti. Per essere idonei, i pazienti devono presentare sintomi gravi da Covid-19 ed essere ricoverati in ospedale in situazione "grave o critica", oppure affetti da sindrome da disfunzione multiorgano. Dopo aver ricevuto la prima dose, i pazienti verranno monitorati per circa 60 giorni, a meno di decesso o dimissioni ospedaliere anticipate. Ora la sperimentazione partirà anche in Italia, Spagna, Germania e Francia. Anche altri Paesi fuori dall'Ue, Canada e Russia, sono stati coinvolti e si prevede di trattare in totale almeno 300 pazienti.
Serve studio per comprendere il vero potenziale
Secondo uno studio preliminare, il farmaco, che è attualmente approvato in più paesi per il trattamento dell'artrite reumatoide, potrebbe essere in grado di diminuire l'infiammazione grave nei polmoni dei pazienti che sono malati di Covid- 19 in stadio severo o critico. I primi risultati, con farmaci simili, hanno evidenziato una riduzione sia dell'infiammazione sia della necessità di supplemento di ossigeno. George D. Yancopoulos, co-fondatore, presidente e direttore scientifico di Regeneron, la società di biotecnologie responsabile dell'esecuzione della sperimentazione clinica negli Stati Uniti, ha dichiarato: "Nonostante questa scoperta incoraggiante è comunque indispensabile condurre una sperimentazione opportunamente progettata per comprendere il vero potenziale di sarilumab, e ora lo stiamo testando attraverso questo programma di sperimentazione clinica globale". Anche la Sanofi, in un comunicato stampa pubblicato pochi giorni fa, tramite John Reed, capo globale della Ricerca e sviluppo, si è detta soddisfatta del progetto e ha affermato che "questi studi forniranno dati importanti per determinare se sarilumab migliorerà le complicazioni potenzialmente letali delle infezioni Covid-19 contrastando le gravi infiammazioni polmonari". Reed ha inoltre aggiunto di essere "profondamente grato" per la stretta collaborazione con le autorità sanitarie al fine di favorire "questo test clinico nel modo più rapido". "Oltre a questa sperimentazione volta ad aiutare i pazienti infetti da Covid-19 - ha sottolineato - continuiamo a lavorare per il vaccino e per altri importanti farmaci che possono supportare i pazienti colpiti da Covid-19".
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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