Vaccini Covid in pazienti oncologici: efficaci due dosi a distanza di 21 giorni
Il vaccino anti-Covid a mRNA è efficace nei pazienti oncologici e servono due dosi per ottenere una risposta adeguata
Secondo uno studio pubblicato su Clinical Cancer Research, il vaccino a mRNA contro Covid-19 ha efficacia nei pazienti oncologici, e servono due dosi per ottenere una risposta adeguata. Chi ha un tumore è a rischio elevato di complicazioni gravi in caso di infezione da SARS-CoV-2. Tuttavia, finora non vi erano molte prove sulla immunogenicità e sulla sicurezza del vaccino in questa popolazione non inclusa negli studi di fase 3.
Alto tasso di risposta anticorpale
Nella ricerca portata avanti a Roma, presso l'Università Sapienza, la più ampia al mondo sull'argomento finora, i ricercatori guidati da Francesco Cognetti hanno studiato 816 pazienti affetti da tumori solidi, di cui il 31% con tumore della mammella, il 21% del polmone e il 15% con melanoma, che fossero correntemente in trattamento o che l'avessero ricevuto nei sei mesi precedenti il vaccino. I pazienti hanno ricevuto due dosi di vaccino a distanza di 21 giorni, e il tasso di risposta sierologico e il titolo positivo di immunoglobuline (IgG) sono stati misurati prima della vaccinazione, e dopo tre e sette settimane dalla prima dose. Gli esperti hanno confrontato i dati dei pazienti con quelli di 274 operatori sanitari vaccinati. Ebbene, nei pazienti affetti da tumore il tasso di risposta anticorpale è aumentato in maniera significativa, dal 59,8% a 21 giorni dalla prima dose al 94,2% a sette settimane. Nel gruppo di controllo, invece, si è vista una risposta del 93,7% a 21 giorni dopo la prima dose, e del 100% a sette settimane. Nei pazienti affetti da tumore sono stati effettuati dei tamponi come follow-up, e si è osservato che solo cinque persone hanno contratto COVID-19, rimanendo asintomatiche. I ricercatori sottolineano che dai loro dati emerge l'importanza del fatto che la seconda dose sia somministrata in questa popolazione entro 21 giorni dalla prima. Un altro fatto importante è che nello studio si è osservata una risposta anticorpale inferiore in chi era trattato con chemioterapia e con steroidi a lungo termine. Gli eventi indesiderati sono risultati simili tra i gruppi e gli esperti stanno ora cercando di approfondire la durata dell'immunità in questi pazienti. «Dati preliminari in corso di pubblicazione mostrano a questo riguardo una notevole diminuzione del tasso anticorpale nei pazienti oncologici in trattamento attivo a sei mesi dalla prima dose, e una previsione di azzeramento degli anticorpi in questi pazienti a circa nove mesi rispetto ai 16 mesi nei sani» conclude Cognetti.
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A cura di Redazione Farmacista33
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