Giornata mondiale Aids, Sif: farmaci anti-Hiv più efficaci e meglio tollerati. Un punto sulle terapie
Lo sviluppo delle terapie antiretrovirali ha ridotto la morbilità e la mortalità associate a infezione da HIV-1, è migliorata l'efficacia dei trattamenti che hanno meno effetti collaterali, ma per il vaccino la sfida è ancora aperta
Lo sviluppo delle terapie antiretrovirali (ART) ha ridotto significativamente la morbilità e la mortalità associate a infezione da HIV-1, è migliorata l'efficacia dei trattamenti che hanno meno effetti collaterali, ma per il vaccino bisogna individuare tutte le componenti di HIV capaci di attecchire nelle cellule. A fare il punto sulla ricerca farmacologica contro il virus Hiv, dagli anni '80, quando è stato isolato a oggi è la Sif - Società italiana di farmacologia in occasione della Giornata mondiale contro l'Aids che ricorre il 1° dicembre.
Farmaci: dagli antiretrovirali agli anticorpi monoclonali
La malattia oggi può essere infatti cronicizzata e nella ricerca c'è costante attenzione allo sviluppo di nuove terapie sempre più efficaci e meglio tollerate con l'enfasi sull'esperienza del paziente e dell'impatto delle terapie per la sua qualità della vita. Tra le criticità, quali la diminuzione dell'efficacia nel tempo, l'insorgenza di resistenza e non ultima la tossicità per il paziente. La ricerca si basa anche su conoscenze farmacogenetiche: avendo ognuno un DNA diverso, le risposte alle urgenze di cui sopra sono diverse, e la farmacologia può concentrarsi sul caso singolo, nell'ottica di terapie sempre più personalizzate. Con questo approccio, per esempio, si è scoperto come la stavudina fosse tossica, inducendo una neuropatia del nervo sensoriale, nella popolazione caucasica e indonesiana ma non in quella africana. Negli ultimi anni, la ricerca si è poi focalizzata sulla messa a punto di farmaci con prolungata durata d'azione. Le formulazioni a lunga durata d'azione o quelle impiantabili, a lento rilascio, rappresentano una risposta efficace sia per trattare sia per prevenire l'infezione da HIV, e aiutano a superare il problema dell'aderenza (costanza nel seguire le indicazioni del medico) alla terapia. Lo scopo principale è quello di mantenere il farmaco in forma attiva nell'organismo il più a lungo possibile, utilizzando formulazioni iniettabili per via intramuscolare o sottocutanea o anche mediante un impianto di sistemi a rilascio prolungato. Sono molte le formulazioni di questo tipo in avanzato stato di valutazione, tra cui gli anticorpi monoclonali come ibalizumab e leronlimab, come formulazione endovena, farmaci come TAF, islatravir, doletugravir, ma anche di nuova generazione come GS-9131 formulati per impianto. E ancora Rilpivirine ed elsufavirine, della classe degli inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa, atazanavir e ritonavir, inibitori della proteasi, cabotegravir e raltegravir, inibitori dell'integrasi, e lenacapavir, inibitore del capside (l'involucro esterno che racchiude il virus), tutti formulati come iniettabili (intramuscolo o sottocute). Un esempio importante di combinazione di farmaci a lunga durata d'azione è quello del trattamento antiretrovirale iniettabile con cabotegravir e la rilpivirina: uno studio ha messo in evidenza la tollerabilità del trattamento e la sua utilità nella terapia di mantenimento nei pazienti affetti da Aids.
La terapia farmacologica controlla la carica virale, ma non cancella completamente l'HIV-1 dall'organismo, per questo motivo la terapia farmacologica con i farmaci antiretrovirali dura per tutta la vita. E questo incide notevolmente sugli effetti collaterali associati a terapie a lungo termine, comunemente riportati nei pazienti con HIV-1 e in trattamento, che plausibilmente diventano ancora più frequenti con l'avanzare dell'età.
Profilassi pre-esposizione poco sostenibile e con eventi avversi
La profilassi pre-esposizione sarebbe oggi l'approccio preventivo più efficace contro l'infezione da HIV-1. Purtroppo, però, il programma di profilassi preventiva è insostenibile per molti paesi a più alta prevalenza di HIV-1. Inoltre, usando la profilassi preventiva si possono verificare effetti avversi significativi. Ad esempio, è stato dimostrato che il farmaco Truvada agisce sulla densità delle ossa e sulle normali funzioni renali.
La grande sfida del vaccino anti-Hiv
Lo sviluppo di un vaccino profilattico per l'HIV-1 che sia economico, efficace e sicuro è pertanto la strategia vincente per il controllo definitivo dell'epidemia da HIV-1. Ma rimane ancora una grande sfida che si sta giocando nel trovare le parti del virus dell'HIV più idonee a sviluppare un vaccino che permetta una risposta adeguata del sistema immunitario contro il virus. Ogni virus è fatto di componenti capaci di evocare la risposta del sistema immunitario, chiamati «antigeni»: sappiamo che HIV ha non un antigene, ma almeno una decina.
Sino a che non li avremo isolati tutti e studiati in maniera da formulare diverse soluzioni affinché siano attaccati dagli anticorpi del nostro organismo, non avremo un vaccino efficace. In queste ricerche ha importanza anche lo studio che mira a individuare le caratteristiche del vettore con cui costruire il vaccino. Il vettore è la componente capace di veicolare nella cellula i ritrovati in grado stimolare il sistema immunitario. In questo contesto viene in aiuto un recente studio che mette in evidenza come i vettori poxvirali altamente attenuati, come il vaccinia virus ankara modificato (un vettore virale privato della capacità di replicarsi e recentemente ritenuto molto valido per veicolare vaccini avendo lui stesso capacità di evocare risposte immunitarie), siano dei promettenti candidati. I risultati di questo studio permetteranno di capire come questo vettore vaccinico, opportunamente ottimizzato, possa diventare utile nella progettazione di vaccini contro l'HIV/AIDS.
Secondo nuove linee guida l’alitosi può avere origini diverse, incluse alcune terapie farmacologiche, e richiede un approccio terapeutico mirato alla causa. Centrale il ruolo dell’igiene orale...
La prevalenza dello svapo con nicotina tra i giovani è diminuita tra il 2020 e il 2024, ma tra chi continua a svapare è aumentato in modo significativo l’uso quotidiano. Cresce anche la quota di...
Segnali precoci di sofferenza cardiaca, anche in assenza di sintomi evidenti, possono anticipare di oltre vent’anni un rischio maggiore di sviluppare demenza
Il vaping durante la gravidanza incrementa il rischio di parto pretermine, basso peso alla nascita e ritardo di crescita fetale, con effetti che possono compromettere la salute neonatale e lo...
A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
AZIENDE
Prevenzione per il benessere delle donne - Colpofix
Con due decreti pubblicati in Gazzetta ufficiale il Ministero della Salute aggiorna la Tabella I del Testo unico sugli stupefacenti con una nuova classe di oppioidi sintetici ad alta potenza, i...