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23 Agosto 2022L'Emergency task force (Etf) dell'Ema, ha consigliato agli Stati membri dell'Unione Europea di aumentare le scorte limitate del vaccino contro il vaiolo delle scimmie somministrando dosi più piccole di iniezione. Il consiglio è in linea con «l'approccio di dosaggio frazionato» approvato dall'americana Fda, secondo cui una fiala di vaccino può essere utilizzata per somministrare fino a cinque dosi separate - invece di una singola dose - iniettando una quantità minore (iniezione intradermica).
Il vaccino - chiamato Jynneos, Imvanex e Imvamune a seconda del luogo in cui è distribuito - è stato sviluppato per essere utilizzato attraverso una iniezione sottocutanea. L'Etf, visto le limitate forniture del vaccino e come misura temporanea, ha consigliato alle autorità nazionali dei vari Paesi UE, che potranno scegliere in maniera autonoma, di utilizzare il vaccino come iniezione intradermica a una dose più bassa per proteggere le persone a rischio durante l'attuale epidemia di vaiolo delle scimmie. La raccomandazione si basa su uno studio che ha coinvolto circa 500 adulti, che ha confrontato le prestazioni del vaccino somministrato per via intradermica o sottocutanea, con due dosi somministrate a circa un mese di distanza. I risultati hanno indicato che i pazienti a cui è stata somministrata una iniezione intradermica, ricevendo un quinto della dose, hanno prodotto livelli di anticorpi simili a quelli che hanno ricevuto la dose sottocutanea originale. L'Agenzia ha però avvertito di un rischio maggiore di reazioni locali, come arrossamento e ispessimento o scolorimento della pelle dopo iniezioni intradermiche. L'Etf ha anche sottolineato l'importanza di somministrare correttamente le iniezioni intradermiche, raccomandando che solo gli operatori sanitari con esperienza nella somministrazione di iniezioni per via intradermica dovrebbero somministrare il vaccino in questo modo.
Dall'inizio di maggio sono stati segnalati oltre 40.000 casi confermati di vaiolo delle scimmie - tra cui alcuni decessi - in oltre 80 Paesi in cui il virus non è endemico. L'Oms ha dichiarato l'epidemia un'emergenza sanitaria globale e il vaccino, prodotto da Bavarian Nordic, purtroppo scarseggia. Diversi Paesi stanno frazionando le dosi disponibili, con esiti al momento sconosciuti, per sfruttare al meglio le forniture esistenti. Attualmente Gran Bretagna, Canada e Germania stanno somministrando una dose per persona invece di due, il che consente loro di inoculare più persone, con risultati di protezione, sembra, meno duraturi.
Cristoforo Zervos
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