Malattia renale, raccomandazioni della Sin su stile di vita sano e dieta adeguata
In Italia, negli ultimi 25 anni, la malattia renale cronica è costantemente aumentata e l'incidenza della malattia renale acuta (MRA) in ambiente ospedaliero è oggi al 10% dei ricoverati, con un picco al 50% in Unità di Terapia intensiva. Di pari passo diminuisce in modo proporzionale il numero degli specialisti nefrologi in grado di gestire questa classe di pazienti fragili, sempre più anziani e con tante comorbidità. Si prevede un ammanco di circa 340 specialisti in nefrologia nei prossimi due anni (Dati Annao Assomed).
Criticità: mancano nefrologi, serve più attenzione verso la malattia anche con prevenzione
Non solo quindi è necessaria una classe di specialisti nefrologi consapevole, preparata e sensibile al contesto sociosanitario che cambia, ma un'attenzione verso la progressione della malattia, che ha anche costi sociosanitari e assistenziali elevati pari al 3% dei finanziamenti del Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Se ne è parlato in occasione della sesta edizione della Spring Young Renal Week, che si è conclusa il 10 maggio ed è stato il primo di due appuntamenti previsti nel 2023 dedicati ai giovani nefrologi. È stata anche l'occasione per ricordare l'importanza di controlli regolari e di uno stile di vita sano per mantenere in buona salute i reni, organi legati a doppio filo con la salute del cuore. Chi soffre di malattie renali, infatti, ha 10-20 volte più probabilità di avere una complicanza cardiovascolare, come l'infarto e lo scompenso cardiaco.
Dieta e stile di vita sano fanno bene ai reni
Le raccomandazioni della Società Italiana di Nefrologia per aiutare i reni a mantenersi in buona salute richiamano in primis l'adeguatezza della dieta e la necessità di uno stile di vita che eviti abitudini come fumo di sigaretta e sedentarietà. Per quanto riguarda le abitudini alimentari c'è l'indicazione di fare riferimento ad una dieta di stile mediterraneo, che può aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e cancro e può favorire la perdita di peso nei casi di obesità. Numerosi studi suggeriscono che opportunamente adattata potrebbe essere la dieta scelta per i pazienti con malattia renale cronica per la sua influenza sulla funzione endoteliale, sull'infiammazione, sul profilo lipidico e la pressione sanguigna. Nella malattia renale è fondamentale il controllo dell'introito proteico e lipidico (soprattutto da fonte animale), di una adeguata e costante introduzione di acqua e dell'assunzione di sale - il consumo di sale, sottolinea SIN nelle sue raccomandazioni - in Italia è mediamente il doppio di quanto consigliato dalle Linee Guida. Dalla SIN arriva anche il monito di evitare l'assunzione di prodotti non facilmente identificabili per la loro potenziale tossicità (es. integratori o preparati di erboristeria non controllati dal punto di vista della qualità e sicurezza).
La TDN può ritardare l'inizio e la frequenza della dialisi
La qualità della dieta, inoltre, assume anche un ruolo fondamentale nel peggioramento della malattia: la terapia dietetica nutrizionale (TDN) per i pazienti con Malattia Renale Cronica in fase avanzata può infatti ritardare l'inizio e ridurre la frequenza della dialisi . La TDN ha il suo cardine nella riduzione dell'apporto proteico ma non solo: comprende anche un adeguato apporto calorico, il controllo dell'apporto di sodio e di potassio e la riduzione dell'apporto di fosforo. Prevede inoltre la modifica della qualità degli alimenti, in particolare favorendo cibi di origine vegetale che inducono effetti favorevoli sul metabolismo del fosforo e sull'equilibrio acido-base con miglior controllo della pressione arteriosa e dell'emodinamica renale. "L'implementazione di un approccio interdisciplinare e multi-professionale di informazione, educazione, prescrizione dietetica e follow-up rappresenta un elemento chiave per una maggiore diffusione e successo della TDN in ambito nefrologico", si legge nel documento di Consenso sul Trattamento Conservativo della Malattia Renale Cronica di SIN. Secondo Stefano Bianchi, Presidente di SIN, è necessaria una classe medica preparata ad affrontare «una nuova era della nefrologia, caratterizzata da rivoluzioni terapeutiche e nuovi modelli gestionali-organizzativi potenzialmente in grado di immaginare un futuro con sempre meno dialisi e sempre più salute renale».
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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