Consegna farmaci a domicilio. Tobia (Federfarma): il regolatore fissi norme
Nell'ambito della vendita di farmaci online, Federfarma ha segnalato alle autorità l'iniziativa commerciale di una società di distribuzione che violerebbe le norme per il commercio
Nell'ambito del commercio di farmaci online e della consegna a domicilio attraverso sistemi digitali, Federfarma ha recentemente segnalato alle autorità competenti l'iniziativa commerciale di una società di distribuzione che violerebbe le norme per il commercio online. Il caso specifico su cui si è aperto un acceso dibattito nella categoria, è la proposta del network di farmacie Valoresalute, sulla quale il sindacato rileva "profili di illegittimità". La segnalazione è stata inviata alla direzione di prevenzione della contraffazione di Aifa e per conoscenza al Comando Carabinieri per la tutela della salute.
Federfarma segnala da molto tempo profili di illiceità su vendita farmaci
«Federfarma manda da molto tempo segnalazioni alle Autorità pubbliche, quando ritiene che vi siano profili di illiceità sulla vendita di farmaci attraverso il canale online. Le inviamo sia all'Aifa che all'Antitrust a secondo dei profili di competenza» ha spiegato Roberto Tobia, segretario di Federfarma nazionale a Farmacista33. «Nel corso degli ultimi anni abbiamo mandato diverse segnalazioni all'Aifa e molte volte alcune di esse contenevano indicazioni su diversi siti sospetti di aver violato le regole. Si tratta di un'attività che gli uffici della nostra Federazione effettuano in maniera ordinaria». Per esempio, qualche giorno prima della segnalazione del servizio commerciale «abbiamo segnalato all'Aifa una nota società di delivery di pasti a domicilio che si occupa di consegnare anche i farmaci. Anche in questo caso pensiamo vi siano profili di illegittimità e speriamo che il Ministero della salute intervenga al più presto». Ed ha sottolineato che «abbiamo segnalato anche le farmacie che utilizzano tale servizio, quindi guardiamo anche nel nostro giardino».
Tobia: attendiamo risposta delle autorità competenti
I profili di illegittimità segnalati si riferiscono al fatto che sia stata organizzata un'attività di "vendita online attraverso il sito valoresalute.it, sito che garantisce visibilità commerciale al network di farmacie virtuali". Nello specifico si segnala che sul sito vengono vendute, "oltre alle normali referenze commerciali, anche farmaci da automedicazione aggirando la normativa vigente in materia di vendita di farmaci senza obbligo di ricetta". Quindi si farebbe "passare tale attività non come una vendita online - che richiederebbe l'autorizzazione pubblica rilasciata alla farmacia, l'apposizione del logo identificativo, etc. - ma come una più agevole consegna a domicilio". A fronte della segnalazione, aggiunge Tobia, «ora aspettiamo una risposta dall'Autorità che ha il compito di stabilire se le nostre preoccupazioni hanno fondamento o meno. Crediamo che vi sia bisogno di un maggior rispetto delle regole da parte di tutti. Se vi sono delle regole ben precise che riguardano la vendita online di farmaci senza ricetta, queste devono essere seguite da parte degli operatori economici» continua il segretario Federfarma «un potenziale raggiro delle regole potrebbe essere fatto approfittando che, in assenza di norme specifiche, attraverso la consegna a domicilio tutto sia di fatto possibile».
Spetta al regolatore pubblico fissare le regole
Se da una parte la società di distribuzione ha inviato chiarimenti in merito al serviziodi consegna a domicilio ribadendo che "il servizio di ritiro e consegna (..) anche se svolto in via telematica non può configurarsi come una vendita online", dall'altra Tobia commenta: «Spetta al regolatore pubblico fissare finalmente regole e limiti per l'attività di consegna a domicilio in modo che siano chiare le differenze tra quest'ultima e la vendita online. Il nostro dovere è segnalare situazioni che possono danneggiare la farmacia italiana. Ci auspichiamo che il Ministero della Salute possa trovare una soluzione definitiva mediante l'adozione di regole chiare, che consentano di poter erogare un servizio utile ai cittadini». E conclude: «da parte nostra abbiamo attivato nel luglio 2015 un sistema nazionale di consegna a domicilio per le persone fragili e tale sistema è stato utilizzato molto durante il primo lockdown, grazie all'accordo firmato con la Croce Rossa».
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A cura di Avv. Rodolfo Pacifico
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